[290] Cfr. la cronachetta, presso i Canti Côrsi del Tommaseo.
[291] Si rammentino le reticelle color d'arancio delle spose romane, citate da Festo.
[292] Queste ultime portano sopra la cuffia un fazzoletto di Cambrì o d'altra tela fina pendente sugli omeri.
[293] Nell'India meridionale usano il tali, una specie di figuretta di divinità fecondatrice, per un nastro, color zafferano, a 108 fili finissimi, sospesa al collo delle donne maritate. Cfr. Lazzaro Papi, Lettere sulle Indie Orientali.
[294] L'üss d'bosch.
[295] Cfr. Villemarqué. Op. cit.
[296] Cfr. Camarda. Op. cit.
[297] Anche nella poesia popolare russa vedemmo già personificato lo sposo in uno sparviero; nella poesia vedica, lo sparviero porta l'ambrosia, figura del fallo che porta il seme genitale.
[298] Dopo pubblicato questo libretto uscì a Londra (Ellis e Green, 1872) un libro prezioso intitolato: The songs of the Russian people by W. R. G. Ralston, ove un lungo e interessante capitolo (pag. 262-308) è consacrato ai canti nuziali della Russia. A tale capitolo rinvio il lettore che volesse più ampie notizie sopra le nozze russe.
[299] La palma si dà alle vergini; cfr. l'uso del vescovo di Como nel capitolo del primo libro che s'intitola: Ricambio di doni nuziali.