[319] Cfr. Muratori. Antiquitates Italicæ, Diss. XX.
[320] In Germania, gli sposi devono stare tanto vicini, mentre il matrimonio si celebra, che nessuno possa fra loro vedere. Cfr. Kuhn und Schwarz, Op. cit.
[321] Cfr. Kalevala, 20 runo, versione di Léouzon Le Duc, Paris, 1868.
[322] L'uso è alquanto somigliante; ma ignoro di qual colore sia il tappeto che copre lo scanno e il tavolo, sopra i quali è fatta discendere in Sardegna la sposa, presso la soglia della casa maritale.
[323] Ecco il formulario:
- Al pollice: «Par cet anel l'Église enjoint
- All'indice: «Que nos deux coeurs en un soient joints
- Al medio: «Par vrai amour et loyale foy
- All'anulare: «Pour tant je te mets en ce doy.»
Cfr. Chéruel, Op. cit.
[324] Lo Statutum Synodale Nicolai Episcopi Andegavensis, ann. 1277, cap. III (presso il Du Cange, Op. cit.): «Intelleximus nonnullos volentes et intendentes matrimonium ad invicem contrahere, nomine matrimonii potare, et per hoc credentes se ad invicem matrimonium contraxisse, carnaliter se commiscent. Verum cum per hoc nullum matrimonium contrahatur, et ob hoc quoniam plures jam fuerint decepti, vobis firmiter injungimus, quod frequenter et in publice Ecclesiis parochialibus vestris dicatis, quod per prædicta ejusmodi matrimonium nec sponsalia contrahantur.»
[325] Nella cena, che si fa la vigilia delle nozze, in Russia (governo di Mosca) i convitati bevono vino e dicono: è amaro. Allora i due sposi si abbracciano come a provare che l'amaro diviso diventa dolce.
[326] Cfr. Regaldi. La Dora.