Queste ultime, per essere più rare, riescono pure più commoventi.
Esse si usano anche in Piemonte, ove la cerimonia principale consiste nell'andata in chiesa.
Procedono a due a due, e la processione viene aperta dai due bambini più piccoli dell'ultima generazione; seguono gli altri, per ordine di età, fino ai due vecchi che la chiudono.
Il prete benedice le nozze, ma naturalmente non dà più l'anello, per la stessa ragione che non permette di ridarlo alle vedove. Si torna dalla chiesa nello stesso ordine con cui vi si è andati, e i parenti si raccolgono a banchetto intorno ai loro due vecchi; si mangia, si beve e si ride più che la gravezza degli anni ai due vecchi non conceda; e si balla anche, aprendosi e rinnovandosi dai vecchi sposi le danze antiche. Ma la troppa allegrezza, ne' vecchi, fa paura; l'indomani della festa è spesso giorno di lutto, e, con lo stesso ordine, la medesima comitiva ritorna spesso alla chiesa; ma nessuno più ride; le nozze d'oro hanno lasciato ai vivi un'eredità di lugubri gramaglie, simili a quelle del sole che indossa i suoi abiti più belli, quando, dal remoto occidente, lancia alla terra l'ultimo suo sorriso.