La sera, quasi incalzata anch'essa, cadeva e si spandeva, rapida. A occidente, dietro la catena opaca de' monti, non sopravviveva, del rosso incendio del tramonto, che uno smorto albore perlato. In alto, sopra il mio capo, l'azzurro rincupiva, e una prima stella tremula sfavillava.
Che acre, inquieta, palpitante dolcezza!
Scesi al principio del paese, attraversai quel braccio di vicolo nero, notando con una nuova scossa di gioia che l'unico fanale era già acceso,—e uscii alla marina. E mi incamminai su per il molo, sforzandomi di soffermarmi a quando a quando per dare tutti i miei sensi e lo spirito—come spesse volte inconsciamente mi accadeva—allo spettacolo del lucido lago del porto ove si rispecchiavano il gruppo intricato delle barche e le case alla riva e la guglia del campanile—o alla pace vasta e solenne che regnava nell'aria e dominava tutta la scena, dalla lontana chiostra delle alpi al lontano arco del mare.
Ma non ero più padrone di me. Non avevo che un pensiero intorno a cui i sensi vibravano e lo spirito si travagliava:—l'imminenza di quell'ora, la certezza infallibile, la irrevocabile fatalità di quell'avvenimento, e il suo infinito valore che tutto soverchiava, appetto a cui tutto rimpiccoliva e diventava inutile—perfino la vita istessa.
Ed ecco. I fanali s'erano accesi, alla riva; e le fiammelle si riflettevan nel lucido lago, serpeggiando.
Non era dunque la notte? Non era l'ora che precipitava?
Come picchiava, come picchiava essa alle porte del mio cuore!
A cento passi dalla punta del molo sostai al sommo d'una scalinata.—Col capo prono, la faccia sulle ginocchia e gli occhi chiusi sotto le palme quanto tempo rimasi?
Udivo le rane che levavano un gran canto, nella valle; e, intramezzati a quel canto, murmuri d'acque che si rompean tra gli scogli, voci di pescatori che si chiamavan scambievolmente, tonfi di remi che s'attuffavano, bisbigli di barche che scivolavan nell'ombra, passando.
Quando riapersi gli occhi, le tenebre m'avevano avviluppato. Mi rizzai e mi avviai, precipitosamente, addentato dal dubbio ch'ella potesse precedermi.