Dopo aver girato appiè della scala, e traversata un'anticamera, entrarono in una vastissima sala. L'intavolato di nero larice ne aumentava l'oscurità.
« Portate altri lumi, » disse Montoni nell'entrare. Il servo depose la lucerna ed uscì per ubbidire. La padrona osservò che l'aria della sera era umida in quel clima, e che avrebbe gradito un po' di fuoco: Montoni ordinò di accenderne.
Mentr'egli passeggiava pensieroso nella stanza, la signora Montoni riposava silenziosa sopra un sofà, aspettando il ritorno del servo. Emilia osservava l'imponente singolarità e l'abbandono di quel luogo, illuminato da una sola lucerna posta in faccia al grande specchio di Venezia, che rifletteva oscuratamente la scena, e l'alta statura di Montoni, che passava e ripassava colle braccia incrociate, e la faccia ombreggiata dalle piume del suo largo cappello. Il vecchio servitore tornò di lì a poco carico d'un fascio di legna e seguito da altri due servi con lumi.
« Vostra eccellenza sia il benvenuto, » disse il vecchio, dopo aver deposte le legna. « Questo castello è stato lunga pezza deserto. Ci scuserete sapendo che abbiamo avuto pochissimo tempo. Saranno due anni il giorno di san Marco prossimo, che vostra eccellenza non è venuta qui.
— Precisamente, » disse Montoni, « tu hai buona memoria, Carlo; come hai tu fatto dunque a vivere sì lungamente?
— Ah! signore, molto a stento. I venti freddi che soffiano in questi luoghi nell'inverno, sono cattivi per me. Aveva pensato più d'una volta di domandare il permesso a vostra eccellenza di lasciarmi abbandonare i monti per ritrarmi nella valle; ma non so come sia, io non posso risolvermi ad abbandonare queste vecchie mura dove ho vissuto per tanti anni.
— Bene, » disse Montoni; « cosa facesti tu in questo castello dopo la mia partenza?
— Press'a poco come secondo il solito; ma tutto rovina qui: c'è la torre di settentrione che ha bisogno di esser risarcita; molte fortificazioni sono in cattivo stato; una parte del tetto della sala grande è crollato, e poco mancò non cadesse sulla testa della mia povera moglie (Dio l'abbia in pace). Tutti i venti vi s'inabissavano l'inverno scorso. Noi fummo quasi per morir di freddo.
— Ci sono altre riparazioni da fare? » disse Montoni con impazienza.
— Oh! sì, eccellenza. Il bastione è rovinato in tre luoghi. Le scale della galleria a tramontana sono piene di tante macerie, ch'è pericoloso passarvi. Il corridoio che mette alla camera di quercia, è nel medesimo stato. Una sera mi ci avventurai; e...