« Gran Dio! » sclamò essa; « che significa ciò? » Ascoltò di nuovo, ma non intese più nulla. Dopo un lungo intervallo, riavutasi, tornò alla finestra, e rivide la figura. Ne ricevè un nuovo saluto, e intese nuovi sospiri.
« Questo gemito è certamente umano! Voglio parlare, » diss'ella. « Chi va là? » gridò poi sottovoce; chi passeggia a quest'ora? La figura alzò la testa, e s'incamminò verso il parapetto. Emilia la seguì cogli occhi, e la vide sparire al chiaro della luna. La sentinella allora si avanzò a passi lenti sotto la finestra, ove fermatasi, la chiamò per nome, e le domandò rispettosamente se avesse veduto passar qualche cosa. Essa rispose parerle aver veduto un'ombra. La sentinella non disse altro; e tornò indietro; ma siccome quell'uomo era di guardia, Emilia sapeva che non poteva abbandonare il suo posto, e ne aspettò il ritorno. Poco dopo lo sentì gridare ad alta voce. Un'altra voce lontana rispose. Uscirono soldati dal corpo di guardia, e tutto il distaccamento traversò il bastione. Emilia domandò cosa fosse; ma i soldati passarono senza darle retta.
Intanto essa si perdeva in mille congetture. Se fosse stata più vana, avrebbe potuto supporre che qualche abitante del castello passeggiasse sotto la sua finestra colla speranza di rimirarla e dichiararle i suoi sentimenti; ma tale idea non le venne, e quando ciò fosse stato, l'avrebbe abbandonata come improbabile, poichè quella persona, che avrebbe potuto favellarle, era stata muta, e quando ella stessa aveva detta una parola, la figura erasi allontanata d'improvviso. Mentre riflettea così passarono due soldati sul bastione, e parlando fra loro, fecero comprendere ad Emilia, che un loro compagno era caduto tramortito. Poco dopo vide avanzarsi tre altri soldati lentamente, ed una voce fioca; quando furono sotto la finestra, potè distinguere che chi parlava era sostenuto da' compagni. Essa li chiamò per domandar che cosa fosse accaduto; le fu risposto che il camerata di guardia, Roberto, era caduto in deliquio, e che il grido da lui fatto svenendo, aveva dato un falso allarme.
« Va egli soggetto a questi deliqui? » chiese la giovane.
— Sì, signorina, sì, » replicò Roberto: « ma quand'anco nol fossi, ciò ch'io vidi avrebbe spaventato anche il papa.
— E che cosa vedeste?
— Non posso dire nè cosa fosse, nè che cosa vidi, nè com'è scomparso, » rispose il soldato, rabbrividendo ancora dallo spavento. « Quando vi lasciai, signorina, poteste vedermi andar sul terrazzo; ma non iscorsi nulla fin quando mi trovai sul bastione orientale. Splendea la luna, e vidi come un'ombra fuggire poco lungi a me dinanzi; sostai all'angolo della torre dove avea vista quella figura: era sparita; guardai sotto l'antico arco: nulla. D'improvviso udii rumore, ma non era un gemito, un grido, un accento, qualcosa insomma che avessi inteso in vita mia. L'udii una sol volta, ma bastò; non so più che mi avvenne sino all'istante in cui mi trovai circondato da' compagni.
— Venite, amici, » disse Sebastiano, « torniamo al nostro posto. Buona notte, signorina.
— Buona notte, » rispose Emilia, chiudendo la finestra, e ritirandosi per riflettere su quella strana circostanza che coincideva coi fatti delle altre notti; essa cercò trarne qualche risultato più certo d'una congettura; ma la sua immaginazione era tuttavia troppo riscaldata, il criterio troppo offuscato, ed i terrori della superstizione signoreggiavano ancora le sue idee.