CAPITOLO XXXI
Annetta venne a trovarla di buon'ora.
« Sono stata molto inquieta non vedendoti tornar più ieri sera, » le disse Emilia. « Che cosa ti è mai accaduto?
— Ah! signorina, chi avrebbe mai osato ier sera traversare i lunghi corridoi della casa in mezzo a tutta quella gente ubbriaca? Immaginatevi che hanno gozzovigliato tutta notte insieme alle signore venute recentemente. Che baccano, Dio Signore!... che chiasso!... Lodovico, temendo per me, mi ha chiusa in camera con Caterina.
— Oh che orrore!... » sclamò Emilia; « ma dimmi: sapresti tu, per caso, se vi sono prigionieri nel castello, e se son rinchiusi in queste vicinanze?
— Io non era dabbasso, quando tornò la prima truppa dalla scorreria, e l'ultima non è ancora tornata: laonde ignoro se vi siano prigionieri; ma l'aspettano stasera o domani, ed allora saprò qualcosa di certo. »
Emilia le domandò se i servi avessero parlato di prigionieri.
« Ah! signorina, » disse Annetta ridendo, « ora mi accorgo che pensate al signor Valancourt. Voi lo credete sicuramente venuto colle truppe che si dicono arrivate di Francia per far la guerra in queste contrade. Credete che, incontratosi ne' nostri, sia stato fatto prigioniero. O Signore! come ne sarei contentissima se ciò fosse.
— Ne saresti contenta? » disse Emilia con accento di doloroso rimprovero.