Emilia stava cogli occhi bassi, non potendo parlare, e respirando appena. Valancourt le sedette vicino; sospirava, e taceva. Finalmente, con voce tremante disse: « Desiderai vedervi stasera per uscire almeno dall'orribile incertezza in cui mi piombò il vostro cambiamento. Alcune parole del conte mi hanno spiegato qualcosa. Mi accorgo che ho nemici, invidiosi della mia felicità, accaniti a distruggerla; e m'accorgo parimente che il tempo e la lontananza indebolirono i vostri sentimenti per me. »

Queste ultime parole furono pronunziate colla massima commozione, ed Emilia non potè rispondere.

« Quale incontro è il nostro? » esclamò Valancourt alzandosi, e camminando a gran passi per la stanza; « quale incontro, dopo una sì lunga e barbara separazione! » Tornò a sedere, poi soggiunse: « Emilia crudele, voi non mi parlate? » Si coprì la faccia come per nascondere l'agitazione, e prese la mano di lei, che non seppe ritirarla. Essa non potè trattenere le lacrime: tutta la sua tenerezza tornò. Il giovane se ne accorse, un raggio di speranza gli surse nell'anima.

« E che! voi mi compiangete? » diss'egli; « voi mi amate ancora! Siete sempre la mia Emilia! Soffrite ch'io creda alle vostre lacrime.

— Sì, vi compiango, ma debbo io amarvi? Credete voi di essere tuttavia quel medesimo stimabile Valancourt ch'io amava pel passato?

— Che voi amavate pel passato? » sclamò egli. « L'istesso, l'istesso... » Si fermò un istante per la gran commozione, e continuò dolorosamente: « No, non sono più lo stesso, io son perduto: non son più degno di voi. » E si coprì di nuovo la faccia. Emilia era troppo colpita da una confessione tanto sincera per poter rispondere. Lottava contro il suo cuore, e sentiva il pericolo di fidar troppo nella sua risoluzione in presenza dell'amante. Le premea di por fine ad un colloquio sì penoso per entrambi. Ma, quando pensava che probabilmente sarebbe stato l'ultimo, mancavale ogni coraggio per non sentire più che il dolore e la tenerezza.

Valancourt intanto, divorato dai rimorsi e dall'affanno, non aveva forza, nè volontà di esprimersi. Sembrava appena sensibile alla presenza di Emilia, e non faceva che piangere.

« Risparmiatemi, » gli disse la fanciulla, « il dispiacere di riparlare dei dettagli della vostra condotta, che mi obbligano a troncare la nostra relazione; bisogna separarci, ed io or vi vedo per l'ultima volta.

— No, » esclamò Valancourt, « il vostro cuore non può essere d'accordo col labbro; non potete pensare a respingermi per sempre da voi.

— Bisogna separarci, » ripetè Emilia, « e per sempre; la vostra condotta ce ne impone la necessità.