Traversarono una fila di stanze, e giunsero in un salotto adorno ancora con magnificenza.
« Riposiamo qui un momento, » disse Dorotea; « quella è la porta della camera, in cui è morta la padrona. Ah! signorina, perchè mi avete fatto venir qua? »
Emilia, vedendo la povera vecchia in uno stato compassionevole, la fece sedere e procurò di tranquillarla.
« Come la vista di questo appartamento mi richiama alla memoria l'immagine del tempo passato! Mi pare che fosse ieri. »
— Zitto! qual rumore è questo? » disse Emilia.
Dorotea, spaventata, guardò per tutta la camera; ascoltarono ma non intesero nulla. La vecchia allora riprese il soggetto del suo dolore: « Questo salotto era, al tempo della signora, la più bella stanza del castello. Era mobiliato all'ultimo gusto. Tutti questi mobili vennero da Parigi; quei grandi specchi sono di Venezia. Questi arazzi erano in ispecie ammirati da tutti; rappresentano essi un'istoria che si trova in un libro, di cui ora non mi ricordo il nome. »
Emilia si alzò per esaminarli. Alcuni versi in provenzale, in fondo ai medesimi, le fecero riconoscere la storia di Coriolano.
Dorotea essendosi alquanto rimessa, aprì finalmente la porta fatale. Entrarono in una camera cupa e spaziosa. La custode si abbandonò tosto su d'una sedia esalando profondi sospiri, e ardiva appena alzar gli occhi. Emilia osservò il letto ove dicevasi morta la marchesa. Era parato di damasco verde. Un gran panno di velluto nero lo cuopriva fino a terra. Mentre la fanciulla, col lume in mano, girava intorno alla camera: « Dio buono! » esclamò Dorotea; « mi par di veder la mia padrona distesa su quel letto, come la vidi per l'ultima volta. Ah! » soggiunse ella piangendo ed appoggiandosi al letto; « io era qui quella notte terribile: le teneva la mano; intesi le sue ultime parole, vidi tutti i suoi patimenti, e spirò fra le mie braccia.
— Non vi abbandonate a queste funeste rimembranze, » disse Emilia; « usciamo e mostratemi il ritratto di cui mi parlate.
— Egli è nel gabinetto, » rispose Dorotea, mostrandole un uscio. L'aprì, ed entrarono ambedue nel gabinetto della marchesa.