« Signora Emilia, perchè mai siete così afflitta? Parrebbe quasi che voi sapeste che cosa è accaduto.
— Cos'è accaduto? » rispose Emilia con voce tremante.
— La scorsa notte v'era un ladro nel giardino.
— Un ladro! » sclamò Emilia con vivacità.
— Così suppongo; chè altrimenti chi poteva essere?
— Dove l'hai tu veduto, Annetta? » rispose Emilia guardandosi attorno.
— Non l'ho veduto io, ma Giovanni il giardiniere. Era mezzanotte: Giovanni traversava il cortile per andarsene a dormire, allorchè vide una figura nel viale in faccia alla porta d'ingresso; indovinò chi era, ed andò a prendere lo schioppo.
— Lo schioppo!
— Sì, signora. Tornò nel cortile per osservarlo meglio; lo vide avanzare lentamente nel viale e guardare attento il castello. Vedendo che il ladro entrava nel cortile, Giovanni credè bene allora domandargli chi fosse e cosa volesse, ma colui non rispose e tornò indietro. Giovanni allora gli sparò addosso. Gran Dio! Voi impallidite! Quell'uomo non fu ucciso, ve ne assicuro; o almeno i suoi compagni l'hanno portato via. Giovanni, di buon mattino, andò a cercare il di lui cadavere, e non lo trovò; non vide altro che una striscia di sangue; la seguì per iscuoprire da qual parte erano usciti, ma essa si perdeva sull'erba, e... »
Emilia svenne, e sarebbe caduta in terra se Annetta non l'avesse sostenuta, ed appoggiata ad un sedile di pietra. Allorchè, dopo un lungo deliquio, Emilia ebbe ripreso l'uso dei sensi, si fece condurre al suo appartamento, non volendo udir altro per timore di riconoscere che l'incognito era Valancourt.