Emilia, agitatissima, lo pregò di spiegarsi meglio.
« Lo farò, » ripigliò egli, « se voi sarete convinta che solo l'interesse ch'io prendo per voi, mi ha indotto a parlarvene... Io mi trovo in una posizione delicata, ma il desiderio di esservi utile deve vincere tutto il resto. Volete voi aver la compiacenza d'informarmi in qual modo conosceste il signor Valancourt? »
Emilia raccontò brevemente come l'avesse incontrato, e pregò poscia il conte di spiegarsi.
« Il cavaliere e mio figlio, » le disse egli, « fecero amicizia nella casa di un loro compagno, ove l'incontrai io stesso. L'invitai a venire in casa mia: allora ignorava le sue relazioni con una specie di uomini, rifiuto della società, che vivono della risorsa del giuoco, e passano la vita nelle dissolutezze. Io conosceva soltanto qualche parente del cavaliere, e riguardava questo motivo come sufficiente per riceverlo in casa mia. Ma mi accorgo che voi soffrite... troncherò questo discorso.
— No, signore, » gli disse Emilia; « vi supplico di continuare.
— In breve seppi, » soggiunse il conte, « che le sue relazioni l'avevano trascinato in una vita di dissipazione da cui pareva non aver nè il potere, nè la volontà di ritirarsi. Perdè al giuoco grosse somme; questo vizio divenne per lui una vera passione, e si rovinò. Ne parlai con interesse ai di lui parenti, i quali mi assicurarono che le loro ammonizioni essendo state inutili, erano stanchi di farne. Seppi in seguito che pe' suoi talenti era stato iniziato nei segreti della professione del giuoco, e che aveva avuta la sua parte in certi ignominiosi profitti.
— È impossibile, » sclamò Emilia; « ma perdonatemi, signore, non so quel che mi dico; perdonate al mio dolore: io credo, e debbo credere che foste male informato: il cavaliere ha senza dubbio nemici che hanno esagerato questi rapporti.
— Vorrei crederlo, ma nol posso; mi son deciso a parlarvene soltanto per l'interesse che prendo alla vostra felicità, e dietro mia piena convinzione. »
Emilia taceva, e rammentavasi le parole di Valancourt, che avevano scoperto tanti rimorsi, è sembravano confermare i detti del conte; non aveva però il coraggio di convincersene, ed il suo cuore era oppresso dall'angoscia. Dopo una lunga pausa Villefort soggiunse:
« Mi accorgo dei vostri dubbi, e li trovo naturali; è giusto ch'io vi dia la prova di quanto ho detto, eppure nol posso senza esporre qualcuno a me sommamente caro.