Che se l'intolleranza e l'esclusivismo, in sè stessi viziosi e maligni, fanno deplorevole mostra di sè in uno Stato, in una casta, nel viril sesso, come sendo la negazione d'ogni ragione, d'ogni filosofia, d'ogni umanità; nella donna poi, per natura mite, misericordiosa e diffusiva, son più che altrove mai spostati ed inopportuni. Tanto più se trattasi di religiose credenze, le quali naturalmente suppongonsi norma di costumi; come dovendo l'uomo per natura e per ragione essere conseguente. Laonde se voi l'altrui religiosa convinzione spregiate, voi stupirete altresì che gente di altra credenza, che non la vostra, possa essere onesta e rispettabile; e questo giudizio è puerile, è ingiusto, è falso, è superbo.

Lo esclusivismo di tre cagioni è lo effetto; o di suprema ignoranza, o di massimo orgoglio, o d'interessi personali o di casta. La prima ragione vi farebbe torto, le altre vi farebbero immorali; nell'un caso e nell'altro il sentimento religioso sarebbe erroneo ed ippocrita, sendo non già l'Ente Supremo l'oggetto del vostro culto, ma il pregiudizio; non già la Divinità oggetto di vostra fede, ma pretesto di passioni, strumento d'interessi.

Laonde, tutto il fin qui detto in poche parole riassumendo; il culto che alla Divinità si debbe, vuol essere razionale, come sendo il rapporto d'un ente ragionevole colla ragion suprema di tutto: dignitoso, come lo esige riverenza dell'essere infinitamente superiore; intimo, siccome trovando nello spirito la sua ragione, nel cuore l'innato suo sentimento.

Sendo la religiosa credenza norma di costume, non può questa condurci che alla carità dei nostri simili, che figli tutti d'un medesimo padre, effetti d'una stessa causa, camminando tutti ad un unico fine, d'un solo lavoro tutti incaricati, ad una stessa perfezione tutti vocati, nell'onorar Dio tutti concordi, non havvi differenza fra noi che d'espressione, come v'ha moltiplicità di linguaggi, varietà di costumi, individualismo di caratteri, diversi gradi d'intelligenza, molte fasi di civiltà, mille e mille combinazioni di luogo, di tempo, di persona, di circostanze, che mutano, alterano, modificano o determinano in mille sensi diversi, l'espressione di quest'unico, universale, innato sentimento dell'umana natura.

Ma io vi parlava fin ora siccome a gente profondamente e sentitamente religiosa, nulla supposizione fin qui facendo che taluna possa non esserlo; e certo, troppo porto alta opinione dell'intelligenza vostra, e della gentil conformazione del cuore, che in seno vi batte, per supporre altrimenti. Ma in forza di quelle combinazioni, alle quali accennavamo poco dianzi, non sarebbe impossibile che taluna fra voi atea si credesse. E dicevo credesse, perchè fuori del natural corso delle cose ella sarebbe, se lo fosse sostanzialmente. E come supremo degli oltraggi si è il negare a taluno alcuno degli istinti o delle potenze che il corpo umano esige ad esser perfetto e ben organizzato nell'interne e nell'esterne sue parti, ed a tutte esercitare le sue naturali funzioni; altrettanto e non minore insulto sarebbe il supporre che a taluna di voi difetti questo nobilissimo fra i sentimenti; tanto più che nella femminile natura ogni sentimento siede come in suo trono, sendo la donna, in ogni fasi della sua vita, accompagnata, guidata, sostenuta da quelli, per quelli capace d'ogni sacrificio, forte per quelli nelle abnegazioni, vittoriosa nelle lotte, indomita nelle difficoltà, d'ogni ardua impresa capace, perseverante nell'azione, tanto che, ciò considerando, un filosofo ebbe a dirsi, che la donna pensa, ragiona e decide col cuore, sentenza che, se per avventura un cotal poco speciosa e non certo matematicamente esatta, non arriva certo ad offenderci, per quanto poco caso sembra farsi della nostra potenza intellettiva.

Ma posta per un istante questa ipotesi, che vi fosse un'atea fra voi che mi leggete, io non farò che riportarvi ai semplici ed elementari raziocinii che vi facevo negli esordii di questo capitolo, sendo la verità religiosa di tal natura a non esigere lunghe disquisizioni, nè raffinate teorie.

Aprite gli occhi e vedete succedersi da tanti secoli il giorno e la notte, alternarsi con ordine eterno le stagioni, ripetersi senza fine dalla stessa causa gli effetti stessi; studiate i diversi climi co' loro diversi generi di vegetazione, colle diverse specie d'animali, investigatene l'ordine e le ragioni; studiate le scienze esatte coi loro infallibili assiomi: misurate nelle scienze speculative la potenza d'astrazione dell'umana intelligenza procedente con ordine invariabile di premessa in conseguenza e giunta con assiduo lavoro all'attual civiltà; vedete nella storia la logica dei fatti, sempre generati ed a lor volta generatori con ordine sì indeclinabile da non essere impossibile la profezia; nelle arti estetiche cercate le ragioni del bello, che tanto ci affascina lo spirito ed i sensi vellica sì piacevolmente, e voi le troverete e le riprodurrete subordinando l'azione vostra a regole ed a linee.

Se quest'opera permanente, logica, ordinata, ch'è la creazione colle sue forze agenti sotto leggi invariabili, vi sembra lealmente l'opera delle combinazioni, allora vi chiederò con La Bruyère che cos'è l'ordine? che cos'è la regola? Qualunque ipotesi si faccia l'uomo per giungere a spiegarsi questo fatto che è l'universo, tutte sono mille volte più difficili a concepirsi dallo spirito, che quella assai più semplice dell'esistenza d'una causa prima, intelligente e volente.

Egli è perciò che i progressi della ragione e delle scienze naturali hanno screditato la scuola atea e sulle rovine di quella nacque la razionalista, la quale giunge per diversa via ad un egual meta. Quella negava ridendo, e negava per sistema e per progetto; ed a quella scuola viziosa per la sua maniera, immorale pel suo sistema preconcetto, il mondo deve però la demolizione del Medio Evo. Ma quell'abile demolitrice non valeva a nulla edificare, ed ella lasciava l'umana ragione come una carta sulla quale nulla v'era di scritto; ella dunque dovea finir di regnare, e moriva, lasciando a succeditrice nell'opera della emancipazione della intelligenza umana, la scuola razionalista, la quale cangiò il Caso in Etere Cosmico, nella necessità di dare alla vita universale una ragione sufficiente. Ma essa pure ci conduce davanti a quel dilemma che ne accusa la debolezza. L'Etere Cosmico, il fluido vitale dell'universo è desso intelligente e volitivo? in questo caso siamo ancora una volta d'accordo; ma se non lo è, e non lo può essere, allora questo fatto dell'intelligenza e della volontà resta un'altra volta effetto senza causa, e la ragione si trova in bocca un osso più duro da rosicchiare che non l'esistenza divina.

La scienza di tutti i tempi ha ammesso le ipotesi, e di quelle si serve con una frequenza ed una fiducia ch'è talora eccessiva. In questo problema solo, ch'è pure fra tutti vitale ed importantissimo, non sarà lecito e logico fra le molte ipotesi delle diverse scuole quella accettare, e ritenere, che soddisfa maggiormente alle esigenze della ragione?