A. MARIA.

Alle Giovani Donne

La revisione del Codice Civile italiano per opera del Parlamento nazionale mi poneva fra le mani un argomento — La donna, per vieto costume esclusa dai consigli delle nazioni, ha sempre subito la legge senza concorrere a farla, ha sempre colla sua proprietà e col suo lavoro contribuito alla pubblica bisogna, e sempre senza compenso.

Per lei le imposte, ma non per lei l'istruzione; per lei i sacrificii, ma non per lei gl'impieghi; per lei la severa virtù, ma non per lei gli onori; per lei la concorrenza alle spese nella famiglia, ma non per lei neppur il possesso di sè medesima; per lei la capacità che la fa punire, ma non per lei la capacità che la fa indipendente; forte abbastanza per essere oppressa sotto un cumulo di penosi doveri, abbastanza debole per non poter reggersi da sè stessa.

Ora, se la donna è impossibilitata dalle vigenti istituzioni a rivendicare il suo diritto in quel parlamento che, in qualità di rappresentanza nazionale, tutta dovrebbe rappresentar la nazione ne' suoi indispensabili e reali elementi, essa tenta almeno di farlo per quella via che non le può essere preclusa, per quella cioè della stampa; e possa la sua voce, che chiede uguaglianza vera di tutti i cittadini innanzi alla legge, esser raccolta colà dove il solenne mandato della nazione impone ogni equità e ogni giustizia.

Strappare all'oscurantismo uno de' suoi più poderosi elementi, generalizzare l'istruzione donde un potente incremento alle libere istituzioni, creare un nuovo impulso alle scienze ed alle arti, duplicare le forze della nazione duplicando il numero de' suoi cittadini e raccogliendo tutti gl'interessi nel raggiungimento di un unico scopo, crearsi fama di illuminato e generoso sopra ogni popolo civile, ecco i vantaggi che debbono naturalmente scaturire dalla redenzione della donna nella nostra Italia.

Se non che prevedo l'obiezione, che mi può esser fatta anche da qualche amico generoso della redenzione femminile; che cioè in mano all'ignorante ed al pregiudicato potrebbe assai facilmente servire il diritto ad uccidere il diritto; che pur troppo al dì che corre, subendo la donna le antiche influenze, e nè potendo d'un tratto diradarsi dinnanzi gli occhi la fitta tenebrìa di sessanta secoli, essa finirebbe o per non comprendere il suo diritto e trascurarlo o, che peggio è, per mal applicarlo, non altrimenti che un coltello, utilissimo arnese in mano al savio ed all'adulto, si fa pericoloso e funesto fra mani al bambino od al mentecatto.

Nulla di più vero, e di più giusto in verità, che siffatto timore; laonde ciò considerando risolsi di rivolgere a voi, giovani donne, il mio libro, e parlare a voi dei vostri doveri prima, poscia dei vostri diritti, nè passerò a parlar di questi, se non quando mi lusingherò di avervi a sufficienza provato che il diritto sul dovere si fonda, non altro quello essendo che lo strumento col quale questo si compie.

Ognun vede e sa, che potente ed efficace si è destato il bisogno d'istruzione nella donna in questo quinquennio di libera vita. Ognun vide l'entusiasmo che la donna italiana portò nel patrio risorgimento, la devozione sua agli interessi nazionali, i sacrificii che lieta compì sull'altare dei patrii bisogni.

Se ciò tutto non rivela massima intelligenza della pubblica cosa; se l'avere scossa l'inconscia pace dell'ignoranza; se il suo caldo parteggiare per cose, per individui o per principii, non prova ampiamente in lei sazietà della vieta apatia, e bisogno supremo di nuova vita, di più libera atmosfera e di più ampio orizzonte; se ciò non è, dico, allora noi assistiamo ad un fenomeno che non ha ragione d'essere, epperò non possibile soluzione.