Negare alla donna una completa riforma nella sua educazione, negarle più ampii confini alla istruzione, negarle un lavoro, negarle una esistenza nella città, una vita nella nazione, una importanza nella opinione non è ormai più cosa possibile; e gli interessi ostili al suo risorgimento potranno bensì ritardarlo con una lotta ingenerosa, ma non mai impedirlo.
Ma ogni ragione e l'esperienza di tutti i secoli prova che l'iniziativa d'ogni redenzione incombe all'oppresso medesimo; epperò è duopo, studii la donna il suo terreno, e sciolgasi prima ad un tratto da ogni influenza che tenti piegarla e formarla ad interessi non suoi; ed ecco ragion per cui io tento riscattarla dai vieti principii d'una morale relativa per sostituirvi una morale assoluta, che non già sè stessa, ma le sole forme sue modifica in faccia ai rapporti.
E tanto più credo doversi la donna formare ai severi principii dell'etica, in quanto che, per la natura delle nostre istituzioni, ella è costretta sottoscrivere a tutte le dottrine, leggi ed opinioni che vengano dall'uomo esposte, promulgate o diffuse, le siano, o no, utili e giovevoli; laonde a riscattarla da siffatta servitù dello spirito, nulla vidi di meglio a farsi, che convincerla della sua morale potenza, dell'altissimo fine cui è missionata, dei doveri e dei diritti che le creano d'intorno i molteplici rapporti.
Se non che, nello imprendere questo lavoro, nel caricar le spalle di questo arduo incarico, sentomi travagliare da mortal peritanza; e come queste incertezze valermi possono compatimento ed indulgenza appo le gentili creature a cui la mia fatica è consacrata, voglio tutte porle in luce e vantaggiare così la posizione mia nei cuori vostri, o leggitrici, mostrandovi le difficoltà incontrate nel cammino che, in vista d'un possibile utile vostro, mi son incuorata a percorrere.
Le leggi della morale scritte nei cuori nostri, e dalla ragione ogni dì più potentemente affermate e convalidate, stanno. E stanno indeclinabili, eterne, inconcusse in onta agli interessi, malgrado la debolezza, a dispetto delle passioni; e verso quelle s'indirizza ogni filosofia, che si proponga l'uomo e l'umanità guidare alla possibile perfettibilità. E della morale scrissero con ogni tema e con ogni forma migliaia di scrittori, e le sue leggi svolsero in ogni modo, ora con piana e facile allocuzione per l'età adolescente, ora con sublime potenza di raziocinio, e vastità di concetto, furono fatte argomento alle profonde investigazioni della filosofia.
Mi si apriva adunque dinanzi un terreno ben battuto ed investigato da fini osservatori, e da valentissime penne trattato; e certo fatica molta non valeva di lavorare per aggiungere il peggio al meglio; e quand'anco non una misera intelligenza siccome la mia, ma un altissimo intelletto si fosse l'impegno assunto di percorrere di nuovo quella via, sarebbe pur sempre stato a mio credere superfluo lo ripetere ciò, che già in mille guise fu detto, lo illustrare ciò, che è già sì ricco d'illustrazione, e discutere di ciò, che tutte le opinioni già trova unanimi e concordi.
D'altronde l'occhio a voi rivolgendo, lettrici mie, trovavo quantità di scrittori, che a voi consacrarono le penne ed i temi, e voi fecero argomento e le vostre doti, e la potenza vostra, e perfino le vostre fralezze, a lavori d'ogni genere, d'ogni forma, d'ogni portata; così che sarebbe impossibile darvi encomii più lusinghieri, e biasimi più indiscreti, nè mostrar di voi maggiore stima, nè di peggior dispregio caricarvi; e neppure alcun chè di nuovo insegnarvi; poi che da oratori d'ogni colore e pensamento vi si diresse la parola e l'insegnamento.
E chi vi volle educate a passività assoluta e v'insegnò dover essere voi siccome cencio pieghevole, oggetto da strappazzo nelle mani di chi poteva e sapeva imporvi ogni sua voglia; e chi cinte di ferro il seno, e il volto ascoso dalla robusta celata d!un elmetto, vi cantò valorose nella lotta ed intrepide nel periglio; e chi, raccolte in lungo e fitto velo, inaccessibili a sguardo mortale, vi collocò fra il vestibolo e l'altare e, fra i vaporosi labirinti del misticismo, la perfezione vi additò nell'oblio di tutto e di tutti; e chi, dalla potenza dei vostri vezzi soggiogato, proclamò essere il fine della vostra mortale carriera la terra adornare e rallegrare col raggio della vostra bellezza, e la soavità del vostro sorriso, ed educate perciò vi vorrebbe a far somma stima di quella e ad avervi facile questo.
Ora, dove insuperabile difficoltà credeami incontrare fu là appunto dove m'ebbi lo intelletto illuminato ed addirizzato. Il cuor si solleva involontario alla vista del sommo egoismo, che la maggior parte informa di quei volumi, e l'ingiusta giudizio, che ovunque pesa sulla donna che, biasimata od encomiata, è insultata sempre, dacché come essere relativo è ovunque considerata, e non mai siccome portante in sè stessa lo intrinseco valore dall'intelligenza e dal sentimento costituito, indipendentemente dal sembrar dessa, o no, amabile e bella, dall'essere ella, o non essere, oggetto di delirii o d'entusiasmi.
Meditando meco stessa su cotal pregiudizio, attesi anzi tutto ad imporre silenzio alle passioni e ad esaminare freddamente, se per avventura, abbenchè falso, potesse alla donna tornar utile cotale opinione, e se da senno, dal curvar ella docile il collo al giogo di codesti esorbitanti giudizii, ne uscirebbe dessa più svilluppata d'intelletto, più solidamente informata a virtù, più potente nella sua influenza. Che se cotali conseguenze veduto avessi scaturire da quelle sconsolanti premesse, piegato avrei il capo riverente sotto la legge sovrana, che ci comanda il bene ad ogni costo.