Ma tale non fu lo risultato delle mie disquisizioni, e spontaneo sorse il desiderio di combattere quei sistemi e di collocare la donna, non più nel posto assegnatole dagli interessi e dalle passioni altrui, ma sibbene in quello dovuto, secondo giustizia, all'importanza dei mezzi di cui dispone, e della missione di cui natura e provvidenza l'hanno incaricata.
Ma aborrendo per natura dalla polemica pura che le passioni solleva e poco giova all'argomento; convinta che, più col fatto che colla parola si trionfa dei secolari pregiudizii se, come questo, basati su numerosi e forti interessi; desiderosa prima, e sovra tutto, d'esservi utile, persuasa che il conquisto del bene esige sforzo e violenza, ammaestrata dalla storia, che diritto ed importanza mai non si concedono gratuitamente, ma fa d'uopo conquistarseli; io mi rivolsi a voi, onde incoraggiarvi a tentare l'impresa; onde esortarvi a chiarire coi fatti quanto s'ingannino coloro, che bassamente di voi pensarono, che vi credettero incapaci di applicare lo innato ingegno a studii utili e severi, che crearono per voi una morale relativa, la quale vi pieghi ad interessi speciali, che non altro sembrano vedere in voi d'amabile se non ciò che non è vostro ma dono gratuito della natura, che di niuna influenza vi credono potenti oltre quella che sui ciechi istinti si fonda; dottrine queste che non è duopo mostrarvi come al nulla vi riducano quando, per fatto di natura matrigna, o d'età, o di circostanze, cessate d'essere oggetto di passione e di simpatia.
E tanto basti per chiarirvi il punto mio di partenza — Il mio lavoro, siccome diretto all'utile vostro materiale e morale, e tendendo ad affermare il vostro individualismo, era d'uopo cominciasse per mostrarvi quali siete e non attraverso alte lenti della opinione.
Dalle leggi eterne della morale all'infuori non v'ha arbitrato che pesi sulle umane azioni, il quale non sia continuamente modificato da circostanze di luogo, di tempo, di condizione e di persona, e capovolto affatto talora dai progressi della civiltà e dell'intelligenza. Un secolo fa, l'immortale Molière, colle sue Preziose Ridicole, faceva argomento al sarcasmo la dottrina femminile; ed il pubblico francese applaudiva freneticamente all'autore, all'opera, all'argomento; in oggi l'istruzione femminile ha avvanzato. Sovente la donna dirige al pubblico la parola, ed è volentieri sentita e spesso lodata — Ecco l'opinione.
È evidente che talune dovettero per prime affrontarla, ma siccome desse non gettavano il guanto che al pregiudizio, questo dovette pur far posto alla ragione.
Negli scorsi secoli, in cui i più rinomati cavalieri spregiavano le lettere siccome studii imbelli e plebei[1] e si recavano a sommo vanto la incapacità di scrivere il nome proprio, una donna qualunque, del nostro secolo, sarebbe apparsa un mostro d'erudizione; e mentre agli uomini di quei tempi sarebbe stata intollerabile, per troppa dottrina, una donna ignorante de' tempi nostri, gli uomini attuali non son certo, per quel che mi sembri, molto incomodati bench'ella sappia qualche cosa di più.
Dalle modificazioni che subisce la opinione pubblica, siccome in questa in tutte cose, ne inferisco necessità di avviare la donna a criterii men relativi, onde dall'oggi al domani ella non si trovi incompatibile colle nuove forme, che la civiltà impone alla morale.
E dico forme, poiché se Gallo Sulpizio, ai tempi della romana repubblica, potè dividersi dalla sposa perchè comparsa in pubblico senza velo, il chè sembrò allora un insulto alla verecondia, questo fatto, nè poco tempo dopo sembrò tale in Roma stessa, nè sembrerebbe oggi alla pubblica coscienza; e se Egnazio Mecennio uccise sua moglie sull'istante per averla vista ber vino (contravvenendo alla legge di Romolo che lo vietava alla donna), eppure nè i giudici né la opinione non gli fecero di simile esorbitanza nessun delitto, sarebbe in oggi una bizzarra eccentricità chi pretendesse sconvenire alla donna l'uso del vino; come rimarrà a perpetuità immorale e deplorevole spettacolo sì nell'uomo che nella donna la ebbrezza, che però in altri tempi fu alzata al grado di sacro rito e si procurò ad onorare la divinità (testimonio le romane Baccanti e le greche Menadi) e non la pagana solo, ma la cristiana altresì.
Informata la donna agli assiomi della morale, ed avvezza a scernere con sicurezza fra il bene ed il male, fra la forma e l'ente, fra i consigli sussurratigli all'orecchio dagli interessi e dalle passioni, ed i precetti intransigibili del dovere, fra le più o meno logiche esigenze dell'opinione, e l'incrollabile coscienza dei principii, ella non sarà più facile pesca all'amo delle seduzioni, che amano nell'attuale civiltà (che ha bandito la brutale violenza) porsi in aguato dietro speciose dottrine, ed avvilupparsi fra i facili argomenti d'una relativa e compiacente morale.
Ed ecco in qual modo, sollevando la donna dall'opinione, intendo avviarla alla morale.