Gli Ebrei, quando erano sazii della moglie, le facevano bere l'acqua della gelosia, consistente in una specie di ranno benedetto dal sacerdote, da cui l'infelice rimanea gonfia e morta in un attimo. Era poi per quei mariti motivo a ripudiarla l'aver cotta un po' soverchio la carne. In Lidia, la donna non avea chè pretendere dal genitore, ed era dannata a fornirsi la dote nel postribolo.

Nell'Asia, e specialmente nell'Indous, considerata al disotto d'un mobile dacché nasce, anche oggidì si adusa alle catene, costringendone i teneri piedi in calzari di ferro, onde inabilitarla alla comune assuetudine di fuggir la tirannide maritale.

A tal uopo la notte la tengono incatenata siccome belva feroce presso la casa. Quando invecchiasse durante il matrimonio, il marito la strangola. Quando il marito muore prima di lei, dev'essere immolata sul suo sepolcro, anche dalla mano del proprio genitore, ed in taluni luoghi sepolta viva.

Presso i Parti era diritto dell'uomo vendere o disfarsi con la morte della moglie; e questo diritto, era comune al figlio contro le proprie sorelle.

In Egitto, i maschi non assumevano nessun incarico per l'alimento dei genitori, di cui erano gli eredi, e questo peso dovea gravare le diseredate donne, il cui adempimento avveniva col mercimonio dissolutore del loro infelice personale.

Gli Arabi potevano uccidere le donne soverchie che nascevano in famiglia.

I Germanesi e gli antichi Galli, le dichiaravano schiave dell'uomo; laonde alla morte di lui le uccidevano sul suo sepolcro per andarlo a servire all'altro mondo, come lo aveano servito vivente con improbe fatiche.

Questo è vivo uso degli Arabi i quali, nell'inerzia delle loro tende, confidano tutto il lavoro alla schiena della povera donna. Con cinque colonnati, il padre nel deserto vende la sua figlia a colui che la compera, non per avere uno spirito degno della sua affezione, ma per tenersi una macchina confacente a suoi materiali interessi.

La Grecia e Roma, trasportando nella famiglia la dissolutezza filosofica, credevano onorar Venere e le altre lascive deità pagane colla prostituzione della donna, la quale, comperata come schiava, dopo aver concepito figliuoli, poteva essere cacciata ed uccisa impunemente.

In Inghilterra la donna, con una corda al collo, poteva dal marito esser condotta al mercato per vendersi.