Certamente che, se avviene che s'accoppii una di queste eccezioni virili, con una eccezione del sesso femminile, allora sono in grado di presagirvi un felice connubio; e come due belle tinte nel loro accostarsi si danno reciprocamente maggior risalto ed una ammirevole armonia ne risulta, così dall'uomo e dalla donna che reciprocamente si apprezzano e ragionevolmente e santamente si amano, è ben d'uopo n'esca il morale perfezionamento dacché non può l'amore essere eterno se non in quanto lo cementi la virtù.
I successivi delirii del cuore sono domabili quand'egli si rechi in fondo un'immagine venerata, e gli farà costante ribrezzo l'idea di sopra edificarvi l'altare ad una divinità meno nobile, e meno pura.
Come il tempo purifica e legittima l'amore, così l'indissolubilità di quel nodo è l'aureola di cui si cinge un'unione, di cui più santa e feconda non saprebbe escogitarsi.
Direste voi che qui non v'abbia che conservazione e propagazione di specie? No. Qui vi ha tutta una scuola di perfezionamento. È l'orgoglio domato alla vista del merito; è la debolezza rinfrancata dalla forza; è la durezza che si ingentilisce; è il sentimento che si sposa alla ragione; è un re che si toglie volontario le insegne usurpate della signoria; è una nazione che lo ricambia colmandolo di gloria e d'onore; è la fermezza che non degenera nell'inflessibilità perchè la pietà e la clemenza le sussurrano istancabili all'orecchio i loro soavi consigli; è la pusillanimità che il cuor si dilata sentendosi vicino la ferma colonna della forza; è lo spirito dettagliato ed analitico disposato allo spirito complesso e sintetico d'onde risulta completa la scienza; è l'amor del concreto che doma gl'indiscreti voli dell'astrazione; è questa che quello spinge e solleva verso la filosofica speculazione donde nasce il vero; è una corrente insomma, luminosa e vitale, che due esseri identifica così da farli ciascuno a sua volta agente e paziente, modificato e modificatore, illuminatore ed illuminato.
Davanti a sì sublime armonia di due esseri umani, è impossibile non riconoscere, che il matrimonio non debba al solo interesse della specie ridursi, ma costituire una società vera nella quale si dà e si riceve, e dove l'utile deve essere proporzionato alla somma del valore impiegatovi.
Fuori di queste proporzioni sta l'ingiustizia, sta l'ineguaglianza, sta lo arbitrio, colle quali cose tutte è incompatibile il morale utile e l'avvanzamento degli associati.
LA DONNA E LA SOCIETÀ
Ovunque pensa, parla e si agita una esistenza, la sua vita importa a necessaria conseguenza un movimento, una modificazione, uno spostamento, per così esprimermi, fra le altre che sono intorno a lei, che cercano stabilire e conservare con essa armonici rapporti.
Così, fin da quando natura ci dà, al dire di madama Sand, alla libera espansione della vita, noi ci vediamo circondati da una piccola società composta da amici e consanguinei, raccolti a festeggiare la nostra entrata nel mondo, a stringere con noi vincoli di benevolenza, alla quale per dovere di esseri sociali dobbiamo rispondere. Ma i diritti ed i doveri datici ed impostici da codesti rapporti sono troppo noti, troppo naturali, troppo costanti perchè occorra arrestarvici. Il naturale buon senso, e gli usi della nostra società rispettano ed amano questi rapporti, che, cresciuti e sviluppatisi con noi, fanno parte delle nostre abitudini, ed estendono per così dire i confini della famiglia.
I rapporti più importanti per noi sono quelli che noi stessi formiamo col nostro carattere speciale, coll'educazione che ci viene impartita, che ci porta verso un dato elemento sociale piuttosto che verso un altro. I doveri scaturiscono e dallo elemento col quale siamo assiduamente a contatto, e dal grado di suscettibilità che con noi rechiamo intellettivo e morale, e dai bisogni dei tempi e dei luoghi. Laonde, sviluppato lo spirito, il cuore educato, più non rimane a farsi da noi che la semplice applicazione delle apprese dottrine.