Farà egli bisogno per esempio di dire ad una creatura, che ha cuore, chè si faccia al letto del malato, o di chè abbisogni il poverello, o che cosa diffetti l'ignorante?

A niuna di voi, gentili signore, che onorate questo mio libro della vostra lettura, a niuna di voi, per fermo, mancò nella colta educazione, che riceveste, nozioni sì elementari di virtù e di morale, e già tutte le praticate. Non foste voi viste pochi anni or sono, durante la guerra dell'indipendenza, tutte quante trasformate in infermiere? Gli annali della beneficenza non si adornano dessi forse dei vostri nomi dalla prima all'ultima pagina? E non forse voi fondaste sotto mille forme e denominazioni scuole, asili, istituti d'educazione pei figli del popolo? Io non posso che altamente lodare queste espressioni moltiplici e proteiformi dell'innata gentilezza e sensibilità che fa l'onore del sesso femminile, e mi rende orgogliosa d'appartenervi; ma se tutto ciò bastava in altri tempi di più scarsa luce intellettuale a far di voi gli angioli della umanità, ciò è troppo poco per oggi in cui la filosofia deve averci meglio illuminate sui veri interessi della umana specie.

Fare ad altrui del bene non solo è dovere per tutti, è anche per tutti un diritto, ed un diritto che l'anima generosa si divora nell'impotenza di compiere; ed oh quale ingiustizia se al sol denaro fosse possibile questa suprema gioia del cuore! Ma no; a tutti la rese il vangelo possibile rivelando agli uomini l'amore, e facendone loro una soavissima legge all'infuori della quale l'umanità si travaglierà in un affanno perpetuo nella confusione delle idee e dei sistemi.

Sì, la sapienza degli uomini è all'apice. E statisti e filosofi, legislatori, ed economisti portarono alternativamente, esperienze e principii, istituzioni e sistemi, ma nessuno di questi farmachi riescì ancora a guarire l'umana società dall'angoscia intestina. Il quadro dell'umanità ci presenta una lunga scala sulla quale sfilano i dolori e le miserie di tutti i secoli, dalla bestiale antropofagia fino alla servitù dei due terzi della specie, fino ai sistemi applicati del più satanico macchiavellismo.

Nelle vergini foreste del nuovo mondo abbiamo uomini tuttora ai quali non è dato notizia neppur d'umana favella; interi popoli abbiamo viventi di preda come le belve in fertilissime terre; in Africa è l'esportazione dei negri che fende il cuore; nella China è l'infanzia esposta e derelitta; in tutto l'oriente è la servitù della donna, è l'evirazione di tante migliaia, è l'infame abrutimento degli oppressori. In tutto il mondo incivilito è la lotta della oppressione e della tirannide, dei principii e degli interessi, della ragione e della forza, del sentimento e dello egoismo. Oh chi soccorre a tanti mali, chi diraderà sì fitte tenebre d'ignoranza, chi consolerà tante miserie, chi domerà tante passioni, chi imporrà silenzio a sì spudorati interessi, chi curerà questo gran malato che è l'umanità, che indarno sempre esperimentò medici e trattamenti? l'abbandoneremo noi alla sola forza medicatrice che dà natura col suo perpetuo desiderio d'equilibrio e di benessere? Sì, il tempo avvanza e non indarno; ma questo cammino non ci condurrà alla meta che con dei secoli, e frattanto? e frattanto si demoralizza la società, si comprano e si vendono anime umane, si sparge sangue di popolo, si versano lagrime, si combatte, si soffre, si bestemmia e si muore!

Faremo noi coro alla filosofia del diritto solo, e facendo alla nostra malata la diagnosi del suo malore le diremo, è l'inerzia che arresta nelle tue vene la potente circolazione, e mentre lascia diacciate ed anemiche le fonti vitali, produce parziali congestioni restando così deviato quell'umor prezioso che deve diffondere vita e calore in tutto il corpo? oppure, è la servitù e la ignoranza che ti travolgono piedi e mani legate nel sudario, e ti lasciano dissanguata in preda a tetanici sussulti? Alzati dunque e cammina, tu hai diritto al moto; respingi da te le bende mortuarie, tu hai diritto al benessere ed alla gioia! Sì è vero, i diritti stanno, ma non è ella una spietata ironia dire alla puppilla inferma, tu hai diritto di vedere! all'ignorante, tu hai diritto di sapere! al zoppo, tu hai diritto di correre?

Oh curiamo prima l'occhio malato, eppoi diciamogli guarda! coltiviamo quel cervello eppoi diciamogli studia! distendiamo quei tendini eppoi diremogli cammina!

L'umanità ha bisogno d'essere amata, sinceramente e vivamente amata, ed amata senza altra passione che del suo bene, senza altro interesse che del suo meglio.

Amare! Ecco il divino concetto, ecco il miglior dei sistemi, la prima delle filosofie, il più efficace dei farmachi, la più sapiente delle legislazioni, il principio e la fine della scienza sociale.

Quel malato migliora, che ha nel suo medico gran fiducia. Quell'esercito marcia infallibilmente alla vittoria, che è condotto da un duce che adora. Niuno dorme sonni più beati del bambino in grembo alla madre.