Tanta virtù fra belle donne emerga
Che può dar opra a carta e ad inchiostro
Perchè ne' futuri anni si disperga.
Ariosto, Canto XX.
Ridire tutto che fu detto, pensato e giudicato sulla creduta innettitudine dello spirito femminile alle produzioni dell'intelligenza, non è cosa che in due parole possa farsi. L'uomo, per fini che non è difficile troppo immaginare, tentò sempre persuaderselo, e colla forza e coll'autorità, colla potenza d'una opinione ingiusta, che egli diffuse in ogni modo, tentò persuaderlo alla donna altresì, la quale, a sua volta, siccome avviene che allo scoraggio ed al sentimento della propria nichilità tenga dietro una profonda ed assoluta atonia, principiò a persuaderselo ella stessa, e cadde così nella più funesta sventura che incogliere possa essere morale, nella completa incoscienza di sè, delle proprie facoltà, delle proprie forze.
Tutto congiurò ad annichilirla: e la forza brutale, che di null'altro curavasi che di porre a profitto le sue membra a vilissima servitù; e la perpetua soggezione, che la tiene sempre pendente dallo arbitrio altrui, epperò informata la vuole ad estranei interessi; e la incapacità legale, che le è aggiudicata senza restrizione o considerazione d'età o di individuo; e la scienza, che sebbene la vegga starsi coll'uomo in ragione di causa e d'effetto, pure facendo per lei eccezione all'ordine delle cose tutte, pretende che qui soltanto sia la causa d'altra natura dello effetto suo: e la letteratura, che null'altro mai trova di laudabile in donna che l'occhio, le carni, le chiome, il grazioso incesso e le tornite membra; e lo abborrimento che molta parte degli uomini si reca ai gravi studi, onde fastidiosa loro torna ed importuna la donna, il cui spirito serio e colto sentono di non potersi facilmente sedurre colla scarsa scienza di sciorinare scipiti complimenti, nè col natural dono di un prepotente polmone; e lo angusto confine dalle istituzioni d'ogni paese statuito alla femminile coltura; ed il poco caso che sempre se ne fece, sicché dai corpi accademici perfino respinta, quasi gli allori da essi intrecciati non la scienza destinati siano a coronare, ma teste virili puramente e semplicemente.
Da tutta questa congiura contro la femminile intelligenza che ne emerse? Ne emerse, che i progressi dello spirito umano siano più lenti; ne emerse che ogni uomo, aventesi ai fianchi una donna, in luogo d'aversi lo aiuto a lui convenevole, s'abbia un ingombro; ne emerse che questa creatura, nella quale si innoculò con tanto studio il sentimento della sua innettezza, perda ogni dignità, e con la dignità ogni morale; ne emerse che lo spirito suo, avendosi pur d'uopo d'alimento, nel lusso lo cerchi e nella sola fama concessale di bellezza, e la bellezza procuri con la vanità, e con la vanità resti ogni amor di famiglia assorbito, e si persuada alfine dover ella unicamente, siccome una odalisca, ornarsi a piacere, d'ogni altra cura immemore e non curante.
Dietro simile educazione io non seppi mai concepire come si osi menar tanto scalpore del mal costume femminile e della poca costanza di sentimenti, e della mobilità dello spirito, e del vacuo cicalìo, e della inutile vita, e dei mille nonnulla di cui assidua la donna si circonda, così significativamente espressi e riepilogati dagli antichi romani con quel felice vocabolo di mondo muliebre! Forse che è lecito all'orticultore querelarsi di raccoglier cavoli dove piantò cavoli, e di non mieter che fieno dove non seminò che erba? Bisogna esser giusti! Cento volte lo dissi ed ancora lo ripeto: lo effetto tien natura della sua causa, e la conseguenza scaturisce spontanea dalla premessa.
Oggidì, a vero dire, s'è mitigato non poco il pregiudizio della femminile pochezza d'intelligenza; ma per essere la società nostra meno idrofoba su questo articolo, non è però più larga nell'offrir mezzi di coltura alla donna che, se ella tenta lo innato ingegno volgere ad utili studii, mille materiali e morali imbarazzi le è d'uopo superare e vincere.
Angusti e stinchi sono i programmi d'insegnamento che la riguardano. Le si parla di tutto, e quando comincia a comprendere le si chiude il libro dinnanzi e le si dice: basta; sicchè, s'ella sortì da natura spirito generoso e nobilmente curioso di sapere, vedesi dannata alla pena di Tantalo, nè v'ha provvedimento alcuno che incoraggi il suo genio, quand'anche prepotente si manifesti in qualsiasi branca dello scibile, mentre centinaia d'uomini, che natura sortiva inetti di spirito ed angusti di mente, insegue inesorabile la sferza del pedagogo, e da lor s'affatica e suda il mal capitato maestro ad estrar lume d'intelligenza, che però mai non giunge.