Nè mi si dica che la baldanza del genio giunger deve a domare le difficoltà, a superare ogni barriera. Ciò è vero per alcuni, ma non lo può esser per molti, chè alla lotta non tutte le nature sortono inchinevoli, anche fra i parecchi che aver possono svegliata intelligenza; che se a cotal legge subordinar volessimo tutto il viril sesso (e lo fosse stato fin qui), l'umanità non avrebbe discorso pur la metà del suo intellettuale cammino, chè mancato avrebbe a tutte le intelligenze, che potentemente l'aiutarono, dottrina ed ispirazione.

Raffaello non raggiunse la perfezione dell'arte se non dopo aver visto le opere immortali del Buonarotti; Cristoforo Colombo immaginò un nuovo mondo, essendo già peritissimo nauta e geografo; Galilei scopriva il moto della terra, sendo profondissimo in fisica; così Newton l'attrazione astrifera, così Volta la pila elettrica, e così in tutto e sempre procede lo spirito umano dal noto all'ignoto, sendo egli debole nell'intuizione e potente nel raziocinio.

Ora, che per aversi comunemente una fiacca opinione della capacità femminile, le si accumulino davanti gli ostacoli, le si tolga ogni mezzo, e le si allunghi il cammino, questo è ciò che non giungo a giustificarmi, chè sarebbe come spargere dei ciottoloni e dei macigni sul suolo dove il bambino muove i primi passi adducendo a ragione ch'egli non sa camminare. Se questo sia logicare ditelo voi?

Ma un cotal trasnaturamento dei semplici dettami della ragione non potè farsi universale coscienza, se non per quel difetto di principii che ci è tante fiate occorso di lamentare nel corso di questo lavoro. Gli uomini abbuiati dallo errore, e sedotti dagli interessi, non risalgono ai principii mai, si fanno sordi al dovere, giungono a scordarlo, quindi ad ignorarlo affatto, e la società scende alla fine a non essere altro che un meccanismo svolgentesi colle mobili e gratuite forme della convenzione.

Si è convenuto adunque che la donna non deve sapere: epperò si dirige in modo la sua intelligenza, o meglio se ne sopprime così lo sviluppo, da condurla alla perfetta evirazione. Che se alcuna giunge, mediante erculei sforzi, a districarsi da quegli impacci, che ingombrano il sereno ed ampio orizzonte della sua mente, eccole addosso l'opinione co' suoi mille proiettili, ecco la critica coi suoi mille strali, la satira coi suoi morsi, la maldicenza coi suoi pungoli, il pregiudizio, lo scandalo e tutta la falange degli inutili e dei nocivi, di cui il mondo ha dovizia, che la lingua tengono nel nobile esercizio di parlare a proposito ed a sproposito di tutto, e di tutti, asserendo, condannando, ed assolvendo senza darsi briga nessuna di essere giusti e ragionevoli! E come lo sarebbero?

Codesta gente (Dio loro perdoni) sono davanti all'umanità, che cammina verso la civiltà e verso il bene, come i ciottoli che si pongono davanti le ruote d'un veicolo; se questo nella sua corsa non riesce a triturarli, soverchiandoli rapidamente senza curarli, esso ne sarà arrestato. E ciò sia detto a voi, giovani mie lettrici, nel cui spirito per avventura allignasse nobile desiderio del sapere, e nel generoso intento veniste scuorate dal più o meno esteso pregiudizio. Coraggio, ed avanti! Il bene, è bene in sè stesso, ed a sè stesso basta, abbia o no l'applauso dei molti; e la coscienza del ben fare è largo compenso all'ignoranza, che non lo sa apprezzare.

Nè crediate che l'intelligenza e le sue produzioni siano un privilegio dell'altro sesso chè, abbandonandovi al letargo nella creduta impossibilità di molto fare, nulla poi fate, e ad ozio vergognoso passate i giorni, gli anni, e la vita. Se gli uomini tutti avessero la mente di Alighieri, di Vico o di Macchiavello, l'umanità per vero sarebbe a sufficienza servita, ma le sono queste unità colossali che tutti i secoli celebreranno, vedendosene assai di rado riprodotte le copie, mentre a centinaia ed a migliaia veggiamo intelletti ottusi e spiriti angusti, che appena bastano al disimpegno dei famigliari interessi o di materiali gestioni, che non sono che la quotidiana ripetizione dell'egual meccanismo; chè in quanto ai mille altri che pur raggiungono gradi accademici, quando si considerino i lunghissimi anni di pertinace studio, e i mille mezzi d'istruzione aperti alla viril gioventù, la congiura dei parenti e degli insegnanti, delle istituzioni e delle opinioni, dei mezzi e della necessità a spingerveli, sarebbe invero un disgraziato fenomeno se difettasse loro anche quella facoltà che è la memoria, e quel poco di criterio necessario a rendersi conto di ciò ch'ella ritenne.

Che se, dopo pochissima riflessione sul diverso procedere della educazione e dello insegnamento riguardo ai due sessi, veniste a stabilire, che l'uomo ha il privilegio dell'intelligenza; o che non sapremmo cosa pensarci del criterio vostro, o che saremmo indotti nel dubbio che, amando voi sopra ogni utile e nobile cosa la vacuità della vita e la inerzia dello spirito, onde almeno essere a voi conseguenti mostriate portar profonda la credenza della vostra nichilità.

Ma s'egli è questo basso fine che vi muove, l'onta vostra non estendete ad altrui, e non calunniate tutto il sesso vostro, che potentemente e vittoriosamente vi risponde col linguaggio dei fatti.

Sì, la donna, benché da mille materiali impacci circondata, a gran dispetto d'una educazione che altamente le raccomanda di saper meno che le sia possibile, di sotto all'immane pondo d'una opinione orba di senso morale, che le perdona più presto il mal costume che non il sapere[13], ha saputo ben sovente giungere attraverso a mille ostacoli a mordere il pane della sapienza ed a ristorare le assetate labbra nelle onde immortali d'Ippocrene. Nè le scienze esatte, nè le speculative, nè le opere della fantasia, nè quelle del gusto, nè le arti estetiche, nè le strategiche la trovarono insuscettibile, laonde ciò veggendo cantava lo divino Ariosto: