Ora la donna non si curò in allora di affermare la propria individualità; e sebbene delle più e men numerose unità sorgessero qua e là a tener desta e viva nel mondo l'idea della sua potenza intellettiva e morale, la massa femminile, cullata fra le nenie dell'amore, le si affidò all'intutto, e si addormentò di sonno profondo nel grembo di quella deità capricciosa.

Avvenne ciò che avvenir dovea. Ella si destò, ma la sua condizione era affatto cangiata. Amore e Mammona occuparono il suo posto sull'altare venerato, l'uomo fu sacerdote, ed ella l'ostia ch'egli immolò in omaggio a quella copia mostruosa.

Niun diritto, niuna libertà è potentemente affermata se a quella libertà non si accoppia la coscienza, a quel diritto non si aggiunge la potenza e la volontà di esercitarlo. Ora questa potenza, questa volontà, questa coscienza non può essere impartita che con una seria educazione, colla innoculazione della sapienza.

Madri! se punto vi preme che le figlie vostre siano più felici di voi, oh non tardate a procurare alle loro facoltà il più pronto e più lato sviluppo. Sopra di voi, sulla tenerezza vostra, sulla vostra coscienza riposa tutto l'avvenire di una generazione.

Madri! se punto vi preme e v'importa la riverenza dei vostri figli, oh! risollevatevi agli occhi loro colla forza della volontà e colla coltura dello spirito; che se adulti vedere dovranno il vituperio, che aduna sulle vostre fronti una generazione ingenerosa, ne tocchino però essi stessi con mano la flagrante ingiustizia, e si preparino a riscattarne le loro spose, figlie e sorelle.

Ricordatevi che l'ignoranza, e la servitù della donna suonano ineluttabilmente, per lei, avvilimento, miseria, prostituzione; per l'uomo, corruzione, abrutimento; per la specie, degeneramento; per la filosofia un problema vitale insoluto; per la civiltà, una impossibilità di avvanzamento; per tutta l'umanità, un immenso ritardo nel suo cammino.

Finirò col rivolgere a tutte le donne che trattano la penna, quelle severe parole di Fourier, amico generoso del sesso femminile, e verso il quale ogni donna, che ha un cuore, tiene un debito di gratitudine. Rimproverando egli loro con amarezza, di occuparsi così poco dei loro stessi interessi, egli scrive:

«La loro indolenza in questo argomento è una delle cause, che hanno aumentato il dispregio dell'uomo. Lo schiavo non è mai più spregevole che quando, colla cieca e muta sommissione, persuade l'oppressore che la sua vittima è nata per la schiavitù». — Pag. 150.

Infatti che fa la penna in mano alla donna, se non serve per la sua causa come per quella di tutti gli oppressi?

Non basta che la donna, colle molteplici produzioni della sua mente, porti ogni giorno davanti alla società una nuova affermazione della sua intelligenza. Ciò sarebbe come pretendere che un popolo si sbarazzi da uno straniero dominio a furia di legali dimostrazioni. Lotta, lotta aperta vuol essere contro l'ingiustizia e la prepotenza. Non vedete che ogni dispotismo non allarga d'un anello le catene della sua vittima che quando sente stringersi al collo il nodo scorsoio?