Non dite più, che la donna è fatta per la famiglia; che nella famiglia è il suo regno ed il suo impero! Le son queste poetiche iperboli e vacue declamazioni, come mille altre di simil genere. Ella esiste nella famiglia, nella città e dovunque in faccia ai pesi ed ai doveri; da questi all'infuori ella non esiste in nessun luogo.

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Partendo dal principio della assoluta nullità femminile, che la legge afferma nella prima sua pagina, snaturalizzando la donna, che sposa uno straniero, lieta si direbbe di trovar plausibile pretesto a sbarazzarsene, e che sancisce ad ogni articolo che la riguardi, dovrebbe, ad essere conseguente, non riconoscerle la responsabilità.

Farà egli bisogno di ricordare al legislatore, che quell'essere è responsabile che porta nell'azione sua piena intelligenza, perfetta avvertenza e libera volontà; e che però, quella creatura, alla quale voi negate la pochissima intelligenza che basta a saper reggersi dietro la norma de' suoi stessi materiali interessi, tanto più dev'essere ottusa nelle nozioni tutte astratte e speculative del bene e del male, del giusto e dell'iniquo?

In base a questo sillogismo, la cui logica soluzione si presenta spontanea all'occhio di chiunque, noi saremmo in diritto di credere, che la donna è riconosciuta incapace di contravvenzione, epperò altresì di castigo.

Ma no; la legge che si ispira agli interessi e non ai principii è condannata per l'ordine fatale delle idee a contraddirsi.

Leggo nel codice penale, che la donna è dichiarata a 18 anni perfettamente responsabile di sè stessa, epperò egli più non si crede in dovere di rivendicarne l'onore.

Che se nuova, semplice, ignara, come pressoché tutte le giovinette, delle consacrate immoralità del codice, crede tuttavia alla santità della parola ed alla inviolabilità del giuramento e si lascia sedurre, allora la legge, come la plebe romana in faccia ad un cadavere sanguinoso, che rivela un assassino, domanda tenera e sollecita s'è salvato lo poveretto? Senza pur sognare della vittima, la legge così si affretta d'informarsi se la vittima è diciottenne, e trovatala tale tira un gran fiato, ed accocolandosi ripete soddisfatta, non è ammessa la ricerca della paternità.

Ma e se la misera giovinetta non trova più pane neppure a prezzo di penoso lavoro?

Se pesa sopra di lei una farisaica opinione, che dai codici educata conosce due morali, una rigida pel debole e pel sedotto, un'altra dolce e larghissima pel forte e pel provocatore, chi toglierà dalla sua giovine fronte quell'angoscioso rossore?