Ora, questa creatura, che si vuol fragile come una piuma di cigno, diviene ad un tratto d'una potenza erculea per affaticar tutto giorno come l'uomo, e meno di lui retribuirsi.
Eh finiamola di contraddirci, e di porre le prevenzioni nostre al posto della natura. Il ricco vuole la donna esile, e tenta persuaderle che è di vetro affinchè, stesa tuttodì su un morbido sofà, punto non pensi a controllare il governo maritale. L'uomo del popolo persuade alla sua donna ch'ella è vigorosissima, per vivere egli pure del suo lavoro, se accade, come spesso, al marito di amar meglio le gozzoviglie che la fatica.
A meno che non si vogliano calcolare, come altrettanto minor cifra di bisogni nella donna, l'ebbrezza alla quale generalmente l'uomo s'abbandona, ed ella no; il giuoco, vizio che l'uomo generalmente ha, e che la donna generalmente non ha; le frequenti gozzoviglie, che la donna operaia non conosce quasi, e nelle quali l'uomo del popolo affoga spesso il frutto del sudore della settimana, al quale avrebbe la sua famiglia sacrosanto diritto.
Ecco i minori bisogni che ha la donna; ma vi sono poi i maggiori, che tutti si risolvono in economie per il tempo delle malattie, per la stagione priva di lavoro, per le minute provvidenze della casa, delle quali il marito non conosce neppure il nome, per le vesti ai bambini e talvolta ancora il pane a che il padre non pensa, e non è sgraziatamente troppo raro il caso.
Oh voi almeno, mie giovani lettrici, per quell'affetto solidale e fraterno, che deve vincolarvi colle creature del vostro sesso, per quel sentimento di giustizia, ch'esser dovete prime ad applicare dovunque è un diritto da rivendicare; oh, non diminuite mai la mercede alla donna del popolo, che provvede ai vostri agi ed al vostro lusso. Quella moneta, che voi non sottraete al suo lavoro, in luogo d'accrescere un balocco più o meno elegante sul vostro tavolo, un fiore più o meno sfolgorante nelle vostre treccie, che la natura ha già fatte d'oro e di seta, andrà convertita in pane a saziar la fame d'una mezza dozzina d'angioletti, e si avvolgerà, tramutata in tepida lana, attorno ai loro nudi e tremanti corpicini. Non la trovate voi assai meglio impiegata?
A redimere la donna dalla tirannide di questo ingiusto costume, non v'ha che l'associazione organizzata su larga scala. Vuolsi perciò tentare ogni mezzo a persuadere alla donna del popolo, che l'associazione è moltiplicazione indefinita di potenza, ma che, ad esser feconda in risultati, non deve arrestarsi ad un mutuo soccorso, ma devono le contribuzioni delle associate costituire un fondo da convertirsi in materia prima.
Questa, lavorata poi dalle associate colla massima perfezione, sarebbe esposta alla vendita con prezzi più rilevati dei comuni.
Ciascun membro sarebbe retribuito dalla società secondo il suo lavoro, e dedotte le spese d'acquisto della materia prima, si procederebbe ad epoche periodiche ad un'equa distribuzione degli utili.
È però necessario, che l'associazione si estenda siffattamente in ogni città e provincia che sia impossibile al compratore il provvedersi quei dati generi altrove che nel magazzino della società.
Senza di ciò l'emancipazione industriale della donna operaia resta affatto raccomandata al sentimento d'equità e di giustizia dell'uomo, e che cosa sia in diritto d'aspettarsene ella già sa, volgendo uno sguardo sulla condizione sua in tutti i secoli.