Fate posto alla donna, senza di lei l'umanità è incompleta; come spera ella compiere il suo lavoro?
Fate posto alla donna, ed il suo arrivo nella vita sociale sarà il trionfo del diritto, della giustizia e della libertà.
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Per la necessaria influenza, che la legislazione esercita sulla opinione, i costumi vi si uniformano e creano delle prevenzioni e dei pregiudizii, che durano imperterriti davanti alla guerra che loro combattono la ragione ed i fatti.
Ora, avendo le leggi tutte, quali più, quali meno, inferiorizzata la donna, questa disistima si estese eziandio alle sue produzioni, benchè la ragione ed i fatti provino tutti i giorni, che il lavoro della donna è nobile, è necessario, è perfetto, quando anche non è identico a quello dell'uomo.
Questa disistima della produzione femminile fa sì, che la donna debba starsene per una misera mercede da mane a sera inchiodata ad un lavoro penoso, non guadagnando talora pur tanto da levarsi la fame.
E negli stabilimenti d'industria e di speculazione non è ella cosa convenuta, che la donna debba al par dell'uomo affaticare e produrre per una mercede assai più scarsa?
Nè si dica, che la donna ha meno bisogni. In regola generale il lavoro dev'essere retribuito in ragione del suo intrinseco valore, e non già in vista del maggior o minor bisogno dell'operaio. Che se amano carità e filantropia largheggiare nella mercede là dov'è urgente e grave il bisogno, vuole la più elementare nozione di giustizia, che l'opera sia retribuita per non meno di quel che vale.
D'altronde, che cosa significa questo che la donna ha meno bisogni?
Quando si tratta di darle l'esercizio d'un diritto, allora diventa, la donna, la creatura dai mille bisogni e dalle molteplici esigenze. Allora vengono in campo le frequenti malattie, le perpetue lesioni nervose, le crisi inevitabili, i lunghi squilibri, e si vuol vedere uno stato morboso e patologico perfin nelle leggi puramente fisiologiche, che reggono il suo modo d'esistenza, per dimostrarla impotente, non che a muoversi dal suo scanno, neppure a far atto di presenza ad un atto legale di nascita o di matrimonio, sprofondata in un seggiolone.