«Questa musica—disse poi a Svarzi—è come un pallido chiarore di luna su una landa deserta; cosa che non commuove tutti!

E attaccò la musica sublime con raro sentimento di interpretazione, dilettando l'animo suo, dimenticando, dimenticandosi.

Il signor Svarzi stava attento a voltare le pagine e, ogni tanto si lasciava sfuggire un'esclamazione di lode.

Ma Lucia non gli badava e tirava via a suonare per sé stessa.

Ad un tratto la colpì una voce di là nel salotto. Smorzò il suono e tese l'orecchio. Quella voce ella la conosceva. Arrossì di dispetto. Doveva star lì a strimpellare con quello spilungone dietro, che aveva l'aria d'essere autorizzato a farle la corte!.. Ebbe voglia di chiudere il piano, di lanciare un'insolenza allo Svarzi, di scappare da tutto e da tutti, di correre a chiudersi in camera!

Troncò il pezzo a mezzo, si alzò è passò di là seguita dal signor Aldo.

L'ingegnere Del Pozzo, già ritto, stava per congedarsi.

Lucia vide i suoi occhi chiari fissarsi su lei con muta sorpresa, quasi con interrogazione; le parve di indovinare un rimprovero in quello sguardo; si sentì offesa, si irrigidì, rispose freddamente, quasi altezzosamente all'ingegnere, e appena lui partito, salutò la compagnia dicendosi stanca e si ritirò.

La perseguitava quello sguardo di sorpresa e di muta interrogazione. Che diritto aveva lui, il conte Anton Mario Del Pozzo, di meravigliarsi? di chiedere?.. Non era forse padrona lei di fare quanto meglio le piaceva?.. Gli doveva aver fatto senso quello scoprire ch'ella era stata di là a fare della musica, tutta sola con il signor Svarzi: questo gli doveva aver fatto senso; si capiva. Ma perché?.. Che cosa mai si poteva egli figurare?.. Che male c'era, in fin de' conti, a stare per una mezz'ora a suonare il piano in un salottino attiguo a quello ove era sua zia, in compagnia d'un giovinotto?… «Perchè è addetto alla fabbrica e papà lo chiama il suo braccio destro, si crede forse autorizzato a fare a me da angelo custode?

«Io voglio e posso fare quello che meglio mi piace; e se quello che piace a me non va a genio a vossignoria, à chacun son goût, signor conte Anton Mario del Pozzo!—pensò sdegnosamente.