Il rossore corse a la fronte di Lucia che si ritrasse bruscamente.
Quel signor Svarzi ormai si faceva ardito troppo. Non c'era giorno che non passasse nel suo cutter; e passava lambendo quasi la riva; e dinanzi a la casetta, spesso si fermava lasciando l'imbarcazione dondolarsi su l'onda.
Non mancava mai di comparire allo stabilimento nell'ora che ella vi andava strascinata dalle insistenze delle sorelle Marri; e lì mostrava pubblicamente, con affettazione quasi, di non occuparsi che di lei. Ed era un incrociarsi di occhiate bieche fra lui e l'ufficiale d'artiglieria, una scena muta che destava l'interesse degli oziosi, che dava luogo a supposizioni, a pettegolezzi d'ogni maniera.
Lucia ne era urtata, quasi offesa; sopra tutto inasprita. Le guastavano la solitudine, le rapivano la dolce quiete del suo angolo tranquillo. Perchè?… perchè?… non era dunque possibile vivere a proprio modo?… La libertà di passare i giorni nel soave silenzio seguendo abitudini care, non era dunque concessa a lei, figlia del facoltoso industriale, salutata e ammirata come ereditiera?…
«Che cosa conta essere ricchi, se con i denari non si può avere quanto si desidera?—sospirò, mettendosi a sedere nel salottino aperto su 'l terrazzo.
Le caddero gli occhi su la lettera della zia, posata sopra il tavolino.
«Sono io ancora ricca?—chiese a sè stessa, ricordando quanto la zia scriveva.
«Il signor Aldo Svarzi si arresterebbe a dondolarsi nel suo cutter davanti a la mia casuccia, se io più non fossi la ricchissima signorina Ferretti?…
Sorrise fra sè e sè guardando al di là della finestra aperta, al punto dove il cutter galleggiava.
Entrò Adele a dirle che era ora di desinare; la minestra era già in tavola.