Papà ha ordinato a Parigi la mia toeletta. Che idee ci hanno, in generale, questi nostri ricchi industriali, cominciando dal mio papà!.. Lavorano in Italia e per l'Italia, che vorrebbero grande nella industria nazionale, e quando si tratta del lusso della loro casa e delle toelette delle loro signore, ricorrono all'estero, diffidando del gusto del paese, quasi disdegnandolo.

Che peccato che tu non sia qui per il famoso festone, che deve essere di quelli di cui i giornali si interessano! Per certo avresti avuto anche tu una toeletta di rango francese, e così cammuffate, seguendo la moda della giornata, che esige vecchi balli risorti e rinnovati da un battesimo straniero, parole, biascicate in lingue d'oltre alpi e d'oltre mare, atti a l'americana e giù di lì, si avrebbe forse avuto tutte due il sommo piacere di essere giudicate signorine perfette e forse anche la gloria di leggere il nostro nome nei giornali con tanto di descrizione e di lode!

Ma basta per oggi. Ciao carissima; ciao egoistona, che per amore del tuo cattivo orgoglio, hai avuto il coraggio di abbandonare la povera

LUCIA.»

Finito di scrivere, Lucia, piegò il foglio in due, lo chiuse nella busta e fece l'indirizzo, quando il fischio acuto e prolungato della fabbrica, richiamò gli operai al lavoro.

«Già le tredici!—disse meravigliata.

E alzatasi, con la lettera in mano, che voleva fosse impostata subito, socchiuse le gelosie e stette a vedere gli operai tornare frettolosi a la fabbrica. Di questi, alcuni sdraiati bocconi lungo il marciapiede, si alzavano stiracchiandosi e sbadigliando; si davano una scrollatina e via; altri finivano d'ingollare la loro polenta o il pane con lo scarso companatico; un ragazzetto cantava a tutto spiano; due fanciulli si rincorrevano vociando.

In breve la fabbrica ebbe inghiottita tutta quella gente, e per la via deserta, di quella parte di città tuttora spopolata, tornò il silenzio.

Lucia, sempre dietro le gelosie socchiuse, voleva persuadersi che fosse interessante lo spettacolo della via polverosa battuta dal sole abbagliante e che i rari passeri che volavano dalle piante del giardino a beccuzzare le briciole sparse su l'acciottolato, fossero meritevoli di particolare attenzione.

Ma l'interesse e l'attenzione furono tosto assorbiti da una persona che si andava avvicinando; la persona dell'ingegnere Del Pozzo, il Conte Anton Mario Del Pozzo, l'orgoglioso che quando favoriva in casa aveva l'aria di degnarsi.