Continuarono insieme il cammino. Ormai Lucia non avrebbe potuto tornare indietro senza parere scortese, peggio senza forse avvalorare il sospetto.
Ah! l'odioso sospetto ella lo indovinava negli occhi delle amiche, nella mal celata disapprovazione della loro mamma!… E non aveva torto la signora Marri di trovare inconveniente quell'apparente ritrovo fra lei e il giovine Svarzi. Da quando in qua, in fatti, una signorina per bene, che vive a la spiaggia sola con le persone di servizio, consente che un giovanotto l'accompagni nelle passeggiate e peggio nelle passeggiate serali?…
Turbata e eccitata da questi pensieri, Lucia prese a braccetto Olga, l'ultima delle sorelle Marri e s'incamminò con essa.
Il signor Svarzi si pose fra la signora Marri e le altre due signorine e prese a chiacchierare del più e del meno, scioccamente, secondo l'abitudine sua, da persona che non dice il proprio sentimento nè il proprio pensiero, ma ripete ciò che gli altri sentirono e pensarono, o meglio, blatera di superficialità e di insulsaggini, da molti battezzate con il pomposo nome di spirito.
Presero per il viottolo del poggio fra due filari di piante. Nell'afa calda e rosata del giorno agli ultimi bagliori, stagnavano i profumi troppo dolci e acuti dei mille fiori de' giardini. I contadini rincasavano con gli attrezzi in ispalla; una donna scalza, dalle gonnelle succinte, al di là delle piante, si spingeva innanzi due vaccherelle che si arrestavano ogni poco a pascere l'erba, a guardare con gli occhioni innocenti, a muggire ogni tanto.
Non si poteva arrivare fino a Pruneto; era troppo tardi. Ci sarebbero andati Adele e Bortolo. La signora Marri si sentiva un po' stanca; propose di riposare lì mettendosi a sedere sopra un tronco d'albero disteso per stagionare.
Olga e Lucia sedettero nel prato, al di là del filare, su un mucchio di terra vestito d'erba. Olga ciangottava a l'amica le sue confidenze, le sue speranze di fanciulla smaniosa di accasarsi, di avere un nido proprio, un nido morbidamente imbottito dove crogiolarsi riscaldata da un affetto immaginoso, dove sbizzarrirsi a suo piacere, a sua volontà. Oh non dovere più assoggettare la propria volontà, anzi dominare su l'altrui!… era questo il sogno più ridente, più vagheggiato di Olga.
Le altre due sorelle Marri, Corinna e Irma, a braccetto, presero per un senteruolo che guidava a un punto ove si poteva godere la vista del mare.
Il signor Svarzi rimase con la signora Marri.
Dal suo posto Lucia li sentiva discorrere con qualche vivacità. Certe parole che l'aria le portò nette e precise, la colpirono, svegliarono la sua curiosità, acuirono la sua attenzione.