«Grazie!—rispose Lucia in un susurro.

E chiedendo scusa al signore, non trovò altro da dire se non che ella stava per uscire con Adele e Bortolo e non poteva fermarsi.

Il giovine Svarzi si fece contro lo stipite per lasciarla passare e la seguì senza nulla dire.

Fuori, Lucia, dopo alcuni passi si arrestò di stianto. Il signor Svarzi le si era messo di fianco e camminava di pari passo con lei. La voleva accompagnare; a lasciarlo fare, l'avrebbe seguila.

«Sfacciato… antipatico!—mormorò in petto la fanciulla, guardandolo negli occhi con muta interrogazione, atteggiando la bocca a disprezzo e disdegno.

«Perchè mi segue?… con qual diritto?—chiedeva l'espressione tutta del suo volto. Ma le labbra non emettevano suono, serrate dalla collera.

Stava per tornare indietro piantando lì su i due piedi il giovine signore, quando un improvviso chiacchericcio e un fruscio di passi, le fece volgere il capo a l'imboccatura d'un viottolo lì presso.

«Le signorine Marri!—disse Adele, che camminava avanti con Bortolo.

In fatti, le tre sorelle accompagnate dalla madre, apparvero tosto, ridenti e leggiadre nella loro fresca toeletta della sera.

Una vampa scottante salì al cervello di Lucia, mentre il signor Svarzi scambiava i saluti. Che cosa avrebbero pensato quelle signorine, che cosa avrebbe creduto la signora Marri, sorprendendola lì con il signore, ritti l'uno di fronte a l'altra come se li avesse chiamati un comune desiderio, forse la simpatia?…