Ma ad un tratto la foga scemò, il brio morì in un brusco cambiamento d'espressione, in una interpretazione strana. Il pezzo pazzamente allegro diventò triste; quasi marcia funebre piena di singhiozzi, di gridi di dolore; il disfogo d'un'anima travagliata.
Molti s'erano fatti presso il pianoforte, sorpresi, commossi.
Con gli occhi aggrottati, il volto pallidissimo, Lucia adesso si isolava; l'anima sua si trasfondeva nei suoni; e nei suoni ella sentiva sè stessa con i suoi crucci, le sue care speranze infrante, il suo dolore.
Finì con un accordo che parve uno strappo. Si alzò come trasognata; allo Svarzi che la pregava di suonare ancora, rispose sgarbata, che ne aveva abbastanza. Salutò la signora Marri e le amiche frettolosamente, e guizzò via, inuggita della compagnia, smaniosa di solitudine.
A pochi passi dalla casa, Adele ed il suo fidanzato passeggiavano tenendosi per mano.
Come ella passò loro d'innanzi, il servitore di poco tempo prima lasciò la mano della sposa, si tolse il cappello, e, impettito, salutò con il solito rispetto. Adele le sorrise arrossendo un poco.
«Sono contenti!—pensò Lucia, ricambiando gentilmente il saluto—non fa bisogno di essere ricchi per amarsi ed essere felici!
«È però necessario che ci sia la stima!—soggiunse con un sospiro.
In vece di entrare in casa, si mise nel sentieruolo che saliva su 'l poggio, e guidava, fra due filari di pini, al cimitero.
«Vado a trovare la povera mamma!—si rivolse a dire a Adele.