Pregava movendo a pena le labbra che mormoravano i Pater noster e le Ave Marie; mentre il cuore in lagrime, invocava Dio, la Madonna, i Santi tutti per il miglioramento, per la guarigione della malata.

Era la preghiera della riconoscenza schietta e affettuosa.

A una terribile raffica che scosse i vetri delle finestre e fece tremolare la fiammella della lucerna, Lucia si mosse e le uscì un lieve gemito dalle labbra semiaperte.

La suora si alzò, le fu subito vicina e le prese una mano, che, bruciava; poi cercò di addattarle su 'l capo la vescica di ghiaccio. Ma la malata la respinse; con atto repentino, si tirò a sedere su 'l letto, e ad occhi sbarrati, stendendo le braccia quasi a difesa, mormorò con voce alterata: «Via! via! via!… Ah vigliacco!… ah come l'odio!

Bortolo, svegliato di soprassalto, accorse al fianco, del letto; Adele fu lì in un salto.

«Via! via! via!—continuava l'inferma, agitandosi, con gli occhi smarriti nel vuoto.

A stento, la suora e Adele riuscirono a riadagiarla, a farle posare il capo su i guanciali sovrapposti.

Si calmò, rinchiuse gli occhi. Ma dopo un momento di silenzio, tornò a parlare, a frasi tronche, con voce gemebonda, come un lamento.

«Mi disprezza!… mi crede volgare!…

Parve esaurita; respirava con affanno; pareva assopita.