Che dolcezza in quella voce, che soavità in quel nome!

«Lucia! Lucia!

Una mano fresca e leggiera le si era posata su la fronte. Come le faceva bene il contatto di quella mano!

Ad un tratto, la musica cessò. Scoppiarono gli applausi dai vaporetti, dalle barche, dalla spiaggia; un battere di mani fragoroso, un gridar «bravi» a tutto spiano.

La malata si rabbruscò in volto, stendendo le braccia a la cara visione che le sfuggiva e che avrebbe voluto trattenere.

«No! No!—supplicò in un susurro.

E dopo un istante di abbattimento, tornò al delirio doloroso.

«Via! Via!… vigliacco!

Si agitava facendo l'atto di disvincolarsi, di fuggire.

Un braccio le passò delicatamente dietro il capo che si abbandonò sopra un petto palpitante. Parve tranquillarsi in quella posizione. Mormorò in un soffio: «Come sono severi quagli occhi chiari!.. come sono pieni di rimprovero!… Mi disprezza e io lo amo! lo amo!