«Lucia!
Era tanto strazio, tanta passione in questo grido dell'anima, che la malata aperse lentamente le palpebre e guardò.
Gli occhi chiari, aperti, spauriti, gonfi di lagrime, la fissavano con tenerezza, con passione; più non erano severi, più non esprimevano rimprovero.
La fanciulla sorrise, come in sogno, non staccando lo sguardo da quegli occhi, che la supplicavano di riposare, di dormire, imponendole una volontà che veniva dall'amore.
E cadde nel sonno; un sonno calmo e riparatore, che permise al prete di ritirarsi rassicurato, che fece strabiliare il vecchio medico.
I vaporetti, le barche, raccolte per la serenata, tornando a riva passarono dinanzi a la casetta dello scoglio.
La luce dei palloncini colorati entrò nella camera dell'inferma illuminandola fantasticamente.
Presso il letto, suor Teresa, inginocchiata, con la testa nelle mani, pregava.
Il medico, con il capo sporgente sopra la malata, ne spiava con ansia il respiro ormai regolare.
Presso lui un giovine signore, alto, bruno, dagli occhi chiari, stentava a vincere l'emozione, che gli faceva nodo a la gola.