Il vecchio Bortolo piangeva nello sguancio dell'ultima finestra; Adele, confortata dalla speranza, si dava in torno leggera a far ordine.

I vaporetti e le barche della serenata, toccando riva, diedero il saluto al mare, a la notte stellata, con una mesta barcarola suonata con maestria.

E la dolce musica fece sorridere la fanciulla addormentata, cullandola nel sogno d'amore che la rendeva felice.

* * *

Ai primi bagliori del mattino, suor Teresa spense la lucernetta e si fece a la finestra di fondo, che il medico aveva ordinato fosse sempre aperta per lasciar entrare liberamente l'aria marina.

Dal mare fumava un tenue vapore bianco che si andava inalzando in forme capricciose nella luce rosea e si perdeva nel vuoto.

Su l'orizzonte, la luna e le ultime stelle, svanivano nella luce mattinale.

Il silenzio era rotto dallo scrosciare stanco dell'onda su la spiaggia.

Un usignuolo gorgheggiava a poca distanza, nel folto d'una pianta.

Suor Teresa con gli occhi sgranati guardava ammirata lo spettacolo che le si spiegava dinanzi. Mai, nella sua povera vita, aveva goduto di tali grandiose bellezze. L'immensità del mare le metteva in cuore la commozione; elevava il suo sentimento, la faceva pensare al povero Cecchino. Le pareva che là, attraverso lo spazio, fra acqua e cielo, il suo e lo spirito del fratello, meglio potessero congiungersi e comprendersi; le pareva che la preghiera di lì volasse al cielo più pura e fosse meglio accetta.