Ecco, ecco l'errore! È questo. Non ci si pensa. Nelle mie Lezioni di Felicità s'imparerebbe a pensare, a pensare a tutto ciò che di buono si ha, a tutto ciò che di sgradevole si potrebbe avere, e a rallegrarsi del contrasto.
Ma Dora continua: — Quando penso che a ventotto o ventinove anni ero così magra e carina.... — S'interrompe con un sospiro. — Com'è detestabile ogni mattina davanti allo specchio constatare che si hanno quei dieci anni di più....
— Ma io, tutti i giorni, constato che ne ho dieci di meno! — esclamo, lieta. — Vado allo specchio e mi dico: — Che gioia essere quale sono oggi! Tra dieci anni, avrò dieci anni di più. Ma oggi.... non li ho.
— Già, — dice Dora, — ma tra dieci anni....
— Tra dieci anni potrò dire la stessa cosa.
Dora mi fissa pensierosa. — È un'idea, — dice lei.
— Tutto, vedi, dipende dal nostro atteggiamento mentale di fronte alle cose. Prova, — continuo, sentendomi saggia come il mago Alfesibeo, — a guardare la vita sempre da un punto di vista di gratitudine e di letizia. Aprire gli occhi al mattino e dirsi: «Che gioia aprire gli occhi!... Vi è, ahimè! chi non li apre più». Alzarsi, traversare la camera e spalancare la finestra: «Che beatitudine poter salutare, ritta in piedi, la nuova giornata!...» Ascoltare, se sei in campagna, il grido degli uccelli; udire, se sei in città, battere i tappeti nel cortile pensando con giubilo: «Quale privilegio, udire questi suoni! Vi è chi vive in un eterno e terribile silenzio!...» E così di seguito per ogni cosa che si fa. Credimi, quando non esiste una vera e seria ragione di affliggersi, è un delitto il malcontento, un crimine il malumore....
Strano a dirsi, si è sempre inclini a credere che i felici.... sono gli altri.
Per i bambini sono felici i grandi. Per i grandi sono felici i bambini. Quest'ultima asserzione, pur così abituale, è falsa anch'essa come la prima. I bambini non sono felici perchè non sanno di esserlo. E, prima condizione della vera felicità, è la consapevolezza.
Quindi nelle mie Lezioni di Felicità si farebbe un elenco di tutte le cose buone, belle — o anche solo normali — che si posseggono, con relativo atto di grazia per ognuna di esse.