. . . . . . .

O Colonnello d'or!... Ti ho riveduto poco tempo fa per la prima volta dopo quel giorno; non eri più Colonnello; in grige chiome portavi la divisa di Tenente Generale.

Accanto a te le tue due figlie sorridevano.

Col fiero e cavalleresco saluto militare, ti ripresentasti a me: — Allason. — E subito mi riparlasti di quel lontano giorno radioso.... — Gressoney.... la Regina.... si ricorda?...

Sì, sì; ricordavo.

Ed ecco che ieri ti ho riveduto ancora. Ieri! Eri steso, fermo e immoto, sul tuo letto. E non salutavi più nessuno. Se anche la tua Regina, che tanto amavi, fosse entrata nella tua camera, tu non ti saresti alzato, non ti saresti mosso per renderle omaggio o per offrirle uno solo di tutti quei fiori che ti circondavano in fasci profumati.

Accanto a te le tue due figlie piangevano.

Ma! oh miracolo! tu, uscendo dal tempo, ne avevi trionfato. I grigi pesanti anni tra quel lontano giorno luminoso ed oggi erano svaniti, erano caduti da te come un logoro mantello da trincea, e tu uscivi fuori nella morte, bello e baldo nella superba divisa, colle medaglie sul petto e la sciabola vicina alla mano.... Guardandoti, mi balzarono ancora nella mente i vecchi versi da tanti anni scordati:

«C'era una volta un cavalier cortese

Colto, leale e pieno di valor....»