(LEI)

Andrea,

Sono posseduta da te, anima e corpo, posseduta nel senso biblico della parola — in modo che nulla all'infuori di te può entrare in me o nel mio spirito. Posseduta in un senso quasi innaturale che preclude il corso alla vita stessa; che ferma ogni palpito, che arresta ogni pensiero.

Dal momento in cui ti lascio al momento in cui ti ritrovo mi pare di trattenere il respiro.

Viviana.

(LUI)

Come ho potuto vivere prima di conoscerti? Prima di respirare l'atmosfera d'ebbrezza, d'esultanza e d'estasi che si sprigiona da te? Ed io credevo che l'amore nella donna fosse una passione fosca e malinconica, tragica e tormentosa!... No! tu, mia divina creatura, sei tutta luce, tutta riso e sorriso e voluttà!

(LEI)

Ma è possibile, è possibile che tu, così grave e austero, abbia amato in me la mia letizia, la mia insensata, irragionevole giocondità?... Ed io che avrei voluto ammantarmi di solenni e sentimentali parvenze per piacerti!