È venuto il conte Ilario d'Eril a darmi l'incarico di eseguire una targa. Ha visto il modello di «Gioia» rimasto a mezzo, e l'ha trovato bellissimo.

Voglio terminarlo.

«Gioia»! La contemplo, la scruto; assomiglia a Viviana.

E pure, strano a dirsi, talvolta mi sembra che Viviana alla statuetta non assomigli più.

Dolcezza mia,

Mi rimetto al lavoro che tu mi hai ispirato. Così, anche da lontano, sento di essere con te. Ci vedremo domani.

Tuo

Andrea.

(LEI)

Dunque per tutt'oggi non lo vedrò.