Insomma, intoniamo la corrispondenza alla sua austerità.
(Ciò che scrive)
Egregio signore,
Grazie. Antonino Melzi e anche la mia cara amica Flavia non cessano dall'esaltare Lei e il Suo grande ingegno.
Venga dunque a trovarmi. Parleremo delle sofferenze profonde e sublimi che l'Arte infligge a chi la segue e serve....
Viviana Allori.
(LUI)
Com'è vuota la mia vita! Com'è grigia e meschina e solitaria.
«Hai la tua Arte», mi dice Melzi. — «Hai la gioventù», mi dice mia madre. — «Hai il genio e la speranza», mi dice mio fratello che è invalido e misantropo.