Vi fu un breve silenzio. Poi qualcuno disse:
— L'avrà uccisa perchè ella lo amava troppo.
— Mio Dio! — fece l'amico, abbassando le palpebre e inarcando le sopracciglia, — se dovessimo uccidere tutte le donne che ci amano troppo!...
— Eh.... già! — sospirarono tutti. E tutti abbassarono gli occhi e inarcarono le sopracciglia con un'aria di rassegnazione e di lieve stanchezza. E chi aveva i baffi se li arricciò.
— Non ha ucciso! No! Non ha ucciso! — gridò l'amico, alzandosi in piedi pallido e fremente.
E poichè tutti lo guardavano, egli per non diminuire l'effetto di quel momento drammatico, si calcò in testa il cappello, e cupo, a lunghi passi, colle spalle curve, lasciò il Caffè, dimenticando di pagare la consumazione.
E Manlio? Aveva egli davvero ucciso sua moglie? E se non l'aveva uccisa dove la teneva?
Da oltre due mesi nessuno aveva più veduto la signora Clotilde. È vero che la sua suocera, e anche qualcuna tra le sue amiche più intime, avevano ricevuto qualche biglietto da lei, o che almeno parevano scritti dalla sua mano. In queste brevi comunicazioni ella diceva:
«Non state in pensiero per me.... Sto bene.... Mi rivedrete un giorno....».
Ma questi oscuri messaggi non facevano che accrescere vieppiù i sospetti.