Quindi si sdraiò per terra rigida e supina.

— Forse era quel Tokay che bevemmo a pranzo al Savini. U-no.... — (la signora sollevò lentamente i piedi in aria) — du-e.... — (li riabbassò). — Io non ne presi che mezzo bicchiere.... U-no.... e subito sentii un non so che.... du-e.... come uno stordimento.... U-no. E lui bevette tutto il resto.... du-e.... Sì, sì. Era probabilmente.... U-no.... il Tokay.... du-e.

Finiti gli esercizi la signora Clotilde, sempre seguendo il Manuale d'Igiene, si fece una frizione di Acqua di Colonia, si spalmò sulla faccia del bianco d'uovo sbattuto, e si sdraiò sul letto per venti minuti cogli occhi chiusi.

«Rilassate completamente i muscoli e la mente», diceva il Manuale; ma ahimè! se alla signora Clotilde riusciva di rilassare i suoi muscoli, il suo cervello rimaneva teso nello sforzo di sciogliere l'enigma dell'agitazione di suo marito.

— L'anniversario delle nostre nozze, l'anno prossimo lo festeggeremo in casa, — si prefisse ella. Ma questa saggia risoluzione non bastò a tranquillizzarla sul conto del festeggiamento di ieri.

Ella ben conosceva il suo Manlio; le erano note le sue placide abitudini giornaliere e notturne. Il suo calmo e ritmico russare che dalle undici di sera alle sette del mattino accompagnava i loro sonni coniugali (e che talvolta negli anni trascorsi l'aveva stizzita ed irritata) era divenuto ormai per lei quasi una musica piacevole e tranquillizzante, un simbolo di sicurezza maritale.

Già qualche altra volta, quando questa sonora berçeuse si era per un breve intervallo interrotta, la signora Clotilde vigile e all'erta si era guardata d'intorno. La prima volta — ben se lo ricordava! — si trovavano con certe sue cuginette ai bagni di mare ad Alassio. Allora, senza indugio, aveva deciso che si andrebbe a finire le vacanze in alta montagna. La seconda volta ella non aveva fatto altro che licenziare una cameriera bionda e petulante.... ed ecco che la notturna musica da camera, col suo timbro tra il bombardone e il fagotto, aveva ripreso il misurato ritmo abituale.

Ora, anco una volta, era interrotta; la berçeuse era divenuta spasmodica e sincopata come un «bunny-hug» americano. Manlio per tutta la notte si era rigirato inquieto e febbrile nel letto, destandosi di soprassalto, con una scossa, da brevi sogni agitati.

Nel buio, al suo fianco, sua moglie silenziosa ascoltava e notava quei rotti sospiri, e si diceva:

— Clotilde!... in guardia!