— E' vero, — disse il vecchio, pensosamente, togliendosi il berretto di velluto nero e passandosi la mano nei fini capelli bianchi. — E' vero; Tom è morto. Povero Tom. Ma.... — continuò, esitando, — quale Tom? Mio figlio Tom? o suo figlio Tom?
— Tutt'e due quei Tom, — disse Edith; — son morti tutt'e due. L'uno è morto quattro giorni fa, e l'altro è morto sette anni fa; e tu non li devi confondere a quel modo. Dunque, ricordati: un Tom era mio papà e tuo figlio, e l'altro era suo figlio e papà del béby. Adesso non li confonderai più, vero?
— No, cara, — disse il nonno.
Dopo qualche istante si fermò di nuovo.
— E dici che si chiama Wilson?
— Che chi si chiama Wilson? — esclamò Edith, molto impaziente.
— Ma come vuoi che lo sappia io? — disse il nonno.
Allora Edith rise, e rise anche il vecchio.
— Via, fa lo stesso, nonno, — disse Edith; — non pensarci più. Vieni a vedere il béby.
— Che béby? — disse il nonno.