E tutto ricominciò da capo. Perchè se Nunziata era placida e calma quando Nino era lontano, appena egli era presente essa sentiva che la sua vita tutta dipendeva da quell'amore, e che l'abbandono sarebbe stato per lei la morte.
Stretto e sempre più stretto nelle bianche dita ingemmate, serrava l'uccelletto morto, narrando piano al suo stanco cuore che l'alata giovinezza era viva ancora...
Nino fu delicato per lei e pieno di riguardi. Scrisse anche varie lettere ai consolati italiani di Rio e di Buenos Aires pregandoli di accertarsi della verità riguardo al presunto decesso di Edoardo Villari, il quale, secondo la sua cuoca (che era ritornata con dei denari e aveva sposato un barone), era mancato serenamente ai vivi qualche anno prima.
Se talvolta il ricordo di Nancy batteva con mano lieve alla porta del suo cuore, Nino non mai gli aprì.
XV.
Nella sua villa sul Lago Maggiore Clarissa si annoiava; e scrisse per invitare Nancy:
« Ma charmante,
« Se vuoi scrivere il tuo capolavoro tra le bellezze e la pace della natura, vieni qui. L'esecrabile calma che spira dal lago e da mio marito ti gioveranno. Vieni, vieni, e sta almeno un mese. Ti darò una grande stanza chiara in cima alla casa, con un grande tavolo e un gigantesco calamaio; e davanti a te sarà la vista che ispirò Manzoni... o forse era un altro lago, quello? Non importa. Vieni a creare qui il tuo chef-d'œuvre ».
Con la stessa posta mandò un biglietto a suo cognato: