Col suo cerimonioso saluto meridionale Aldo le baciò la mano.

— Schiavo suo, signora.

... Nancy andò nella sua camera — la grande camera vuota con la vista celeste del lago — e vi rimase tutto il pomeriggio. Riordinò i suoi appunti, spiegò davanti a sè i larghi fogli di carta bianca, e intinse nel grande calamaio la penna d'avorio.

Poi guardò dalla finestra. Udiva in giardino i festosi latrati dei cani e le risate trillanti di Clarissa. Sul dolce lago azzurro una vela piccola, che pareva un fazzoletto, s'alzava e s'abbassava, nicchiando, e allontanandosi con mille piccole riverenze sulle minuscole onde.

E dalle aperte finestre della sala si udiva Aldo che suonava una « Valse triste ».

Nancy intinse di nuovo la penna nel calamaio, e guardò la vista.

Ora udiva la musica vagare e smarrirsi in soavi modulazioni semitonali che si risolvettero nel carezzevole accompagnamento del « Musikant » di Hugo Wolff.

Wenn wir zwei zusammen wären
Möcht' das Singen mir vergeh'n...

Essa udiva la dolce voce tenorile e le pareva che le note, unite l'una all'altra, le si legassero intorno al cuore attirandola a lui.

Si alzò a chiudere la finestra, poi tornò a sedere davanti al tavolo.