— Avrei voluto per la mia piccola Nancy un anglosassone, — pensò. E mentre la memoria la riportava in Inghilterra le si affacciò un altro pensiero: — Oppure il povero caro Nino...
E Valeria trasse un altro sospiro, che forse non era tutto per Nancy.
Quella sera stessa ella gli scrisse, e quasi senza saperlo cominciò la sua lettera: « Mio povero caro Nino »...
Nino era fuori di casa, intervistando i consoli riguardo alla presunta morte di Edoardo Villari, quando venne la lettera. Fu Nunziata che l'aprì.
Valeria scriveva a Nino che Nancy, « la nostra piccola Nancy », era fidanzata ad Aldo Della Rocca, ed oh, mio Dio! non poteva Nino far nulla per impedirlo? Ed ah! perchè, perchè sua sorella Clarissa li aveva invitati tutti e due alla villa Solitudine, in modo che, come diceva Fräulein Müller, — o forse era Heine? — « wie könnte es anders sein »? Poichè nessuno, nessuno che avesse veduto Nancy nello splendore dei suoi diciassette aprili poteva non innamorarsene. Ed oh! le doleva tanto il cuore pel povero caro Nino, di cui aveva ben indovinato il segreto; e di cui poteva comprendere le sofferenze, poichè, mio Dio! non aveva sofferto tanto anche lei quando s'era accorta che l'amore di Nino non le apparteneva più?... Ma a che curarsi ora di tutto ciò? E poi non era mai stata colpa di Nino! Era la sua propria colpa e quella del destino... E del resto Nino non doveva credere che ella avesse veramente sofferto, poichè non era vero... E ora non pensava più affatto a quelle cose, ma solo a Nancy, solo a Nancy! E per carità, che egli venisse presto, e forse sarebbero ancora in tempo ad evitare il matrimonio; e certo egli ne avrebbe il cuore spezzato, ma non doveva disperarsi che tanto era inutile. Ed essa era per sempre, per sempre la sua infelice Valeria....
Nunziata lesse tre volte l'incoerente epistola prima di comprenderla; quando l'ebbe compresa, i suoi occhi si aprirono.
E con gli occhi aperti Nunziata ci vedeva bene. Vide la infocata catena di desideri stendersi anello per anello dal cuore di Valeria a quello di Nino, dal cuore di Nino a Nancy, dal cuore di Nancy ad Aldo, come in un giuoco di bambini. E l'Amore passare dall'uno all'altro, soffermandosi innanzi a ciascuno coi suoi doni di passione, di strazio e di piacere. E vide che i suoi anni la mettevano indietro di Valeria, lontana, lontana, fuori dal giuoco; e sentì che l'Amore l'aveva oltrepassata e che non si fermerebbe mai più, mai più davanti a lei.
Poi ricordò che i suoi doni essa li aveva avuti; ricordò che l'Amore aveva riversato ai suoi piedi le passioni come torrenti di fuoco e che la sua vita era passata in mezzo ai desideri come un bimbo passa in un campo di fiori.
— « On sera beau joueur », — disse Nunziata.
Poi entrò nella sua camera e spalancò le imposte. A lungo, a lungo si guardò nello specchio, e vide la sua faccia avvizzita e tinta; e la bocca vermiglia; e la complicata acconciatura dei capelli. Si mise in ginocchio accanto al suo letto e recitò con voce piana e puerile un « Pater noster » e un'« Ave Maria ». Indi aprì le mani riluttanti, e restituì a Dio la sua morta giovinezza.