Prese il cappello e lasciò lo studio. Scrisse spiegando le cose allo zio Giacomo il quale gli rispose dandogli del cretino, dell'ingrato, del napoletano, dell'asino, del pover'uomo, del triplice estratto di egoista imbecillità. Aldo non discusse queste opinioni.
A casa spiegò matematicamente la situazione a Nancy e a Valeria, dilungandosi in ragionamenti e cifre che esse ascoltarono con occhi vaghi e aria imbambolata, pensando ad altro. Per farlo smettere gli diedero ragione.
— Diciotto mila lire — disse Aldo — impiegate con senno e intelligenza potrebbero essere la base di una vasta fortuna.
Valeria approvò con mite capo, e Nancy disse:
— Kukù!
Allora il béby, a richiesta di Aldo, fu mandato a passeggio con la donna rettilineare e arcigna, scelta con speciale cura per questo ufficio dalla zia Carlotta.
— Potresti metterti in società con qualcuno, — disse Nancy, dolcemente, con la testa un po' inclinata per mostrare che prendeva interesse alla cosa.
Valeria assentì, e soggiunse:
— Ho sentito dire che le miniere sono sempre un buon affare.
Aldo non rispose.