— Vorrebbe aiutarmi? Mio padre era inglese, — disse Nancy, colla voce piena di singulti. — Questa gente... questi uomini vogliono che io scriva il mio nome. Devo farlo?

L'inglese sorrise un poco sotto i brevi baffi chiari.

— Desidera di entrare nelle sale da giuoco?

— Sì, — rispose lei.

— Allora scriva il suo nome; — e si avvicinò con lei al banco. — Vedrà — aggiunse sorridendo — che lo faccio anch'io.

E porse all'uomo biondo un cartoncino ricevendone un altro in cambio, su cui scrisse: « Frederick Allen ».

Gli impiegati avevano tutti ripreso il loro contegno serio, e pareva che avessero dimenticato l'esistenza di Nancy. Ella firmò il suo cartoncino ed entrò nell'atrio a fianco dell'inglese.

— Cerco mio marito, — gli spiegò ella timidamente; e gli narrò la storia del sistema, del telegramma e dell'Hôtel. — Mi sembra di avere raccontato tante e tante volte questa storia... come la Storia del Lupo!

Sorrise, e la fossetta s'incavò leggiadramente nella sua guancia. Aveva il viso acceso e i morbidi capelli bruni le si attorcigliavano in riccioli sulla fronte.

Mr Allen la guardò con curiosità.