— Alt! basta, — disse Aldo. — Va bene così. Nancy, tu entri e punti, alla tavola che vuoi, i « quatre premiers » e « quatre en plein ». Così hai anche lo zero. Hai capito? « Les quatre premiers et quatre en plein ». Puoi dirlo al croupier che te li giochi. Va. Fa presto.

Nancy entrò nel Casino e volse a sinistra; entrò nel « Commissariat » dove stavano gli uomini che la sera prima avevano riso di lei. La riconobbero subito, e le diedero senza difficoltà un biglietto d'ingresso.

Nancy entrò nelle sale. Subito le colpì l'orecchio l'incessante clichettìo delle monete, il suono cristallino dell'oro e dell'argento. Andò alla prima tavola a sinistra. Un croupier coi capelli rossi sedeva in fondo al tavolo, colla mano su un rastrello di legno. Nancy gli si avvicinò.

— « Quatre premiers et quatre en plein », — disse, e gli diede uno dei biglietti di cinquanta franchi.

Ma era troppo tardi.

— « Rien ne va plus », — disse un uomo nel centro, vicino alla ruota. — « Trente-deux; noir, pair et passe ».

— Siete fortunata, — disse il croupier a Nancy, rendendole il suo biglietto. — Avreste perso.

Ella ripetè la sua frase, e allora il croupier, mettendo il biglietto in cima al rastrello, lo fece passare traverso la tavola.

— « Quatre premiers », — disse, e l'uomo ch'era nel centro lo posò.

— « Et quoi encore? » — chiese il croupier guardando Nancy.