— Benissimo, — disse Aldo.
— E poi, tutto ciò che dice Van Osten stesso, gli « speech », capite, li copierete in questo grande libro.
— Non sarebbe meglio, forse, — azzardò Aldo, — se ritagliassi gli speech, e li incollassi nel libro?
— No, no, no! — disse Mrs Doyle. — Egli li vuole copiati. Vero, Marjorie?
Sua figlia si volse e disse.
— Sì, sì, li vuole copiati. — E rise.
Aveva gli occhi verdi e frizzanti, e un sorriso strano. I capelli chiari, molto crespi, le scendevano fin giù sul piccolo naso dritto, e aveva un vezzo grazioso di gettare all'indietro il capo per guardare di sotto ai riccioli, che le era particolare. Era vestita come una bambola francese molto costosa.
— Oh, sì, — ripetè, colla testa gettata all'indietro, e la voce alta e infantile, — li vuole tutti copiati! — E ancora il sorriso vacillante e tenue le fluttuò, fine come una fiammella, pel viso. Poi volse le spalle e tornò a guardare dalla finestra.
Le signore se n'andarono, e Aldo sedette alla scrivania e principiò il suo lavoro. Egli aveva una bellissima scrittura da commesso viaggiatore, e il copiare gli piaceva. Uscì alla una, a prendere un rapido « lunch ». Alle quattro udì per le scale un serico stormire di vesti, che riconobbe appartenere al volatile occidentale.
Era difatti Mrs Doyle che veniva a domandare come procedeva il lavoro.