I suoi fogli terminati erano stati portati via, come di consueto; e un nuovo pacco di giornali lasciato al loro posto, perchè egli li copiasse.
Subito Aldo riaprì l'armadio nel muro e guardò su. Sì, il pacco di carte era più grande. Aldo trasse a sè i fogli e li guardò. In cima agli altri era il foglio scritto per l'ultimo, col miscuglio di parole insensate e di canzoni italiane in mezzo alle notizie politiche!
Allora Aldo prese dal pacco una ventina di fogli scritti e li mise sullo scrittoio davanti a sè.
Evidentemente era inutile copiarne dei nuovi. Tanto nessuno li leggeva.
Appoggiato allo schienale della sua seggiola, Aldo accese una sigaretta e riflettè profondamente.
Da quasi un mese egli veniva qui, e copiava, per sette ore al giorno, delle colonne di vecchi giornali. Era pagato per questo, venti dollari alla settimana. Perchè?
Mrs Doyle era forse un angelo caritatevole, che desiderava aiutare lui e la sua famiglia senza esserne ringraziata? No, era convinto che non era questo.
Il suo sguardo cadde sul biglietto lilla. « Venite stasera. »
Come un lampo gli balenò la certezza che egli era pagato per le ore che passava al numero 8, e non per quelle che passava al numero 59.
Dunque, ciò significava che la signora Van Osten era innamorata di lui. Lo pagava per tenerlo vicino a sè, dove, quando volesse, lo poteva chiamare. Il lavoro non era che un pretesto per tenerlo lì, a due passi da lei, nella stessa strada; fors'anche — chi sa? — per tenerlo lontano da altri...